L’antica Celenna, cittadina celebrata dai libri di storia che raccontano di cavalieri, soldati e briganti, tornerà a vivere venerdì 13 agosto. Quel giorno, come nel 2009, Celenza Valfortore sarà l’unico luogo in Europa dove sarà sospesa la circolazione dell’euro: assieme ai costumi, le osterie, i mestieri e le armi del tempo che fu, per fare acquisti saranno ripristinate le monete forgiate dalla storia millenaria di un paese che è stato crocevia di dominazioni e culture diverse. Con “Vivi il borgo”, la manifestazione che si svolgerà il 13 agosto come un vero e proprio viaggio a ritroso nel tempo, tornerà l’antico conio in uso ai tempi della dominazione spagnola di questo piccolo paese del Foggiano posto sulle alture al confine col Molise. Il paese si trasformerà in un unico, grande “set cinematografico” con 100 e più figuranti che avranno il compito di trasportare cittadini e visitatori indietro nel tempo in un intreccio di epoche e influenze diverse: quella spagnola del ‘500, austriaca del ‘700, francese di fine settecento, fino all’epoca borbonica con l’architettura, i monumenti, i costumi, la musica e persino la moneta di quei periodi storici. Un grande e gioioso sforzo organizzativo condiviso da Amministrazione comunale, Proloco, Parrocchia e dalle associazioni culturali del borgo. L’obiettivo è valorizzare il grande patrimonio di cultura e di storia racchiuso all’interno delle antiche mura del borgo celenzano. La ricostruzione storica che ha reso possibile l’organizzazione dell’evento è stata possibile grazie a due inventari del 1702 e del 1759 racchiusi nel libro “Celenza Valfortore nella storia” di Michele Cerulli. Il centro storico di Celenza offre un colpo d’occhio davvero notevole. La parte feudale del paese si sviluppa tra vicoli e “ruarelle” che costeggiano case arroccate l’una all’altra, attraversate da caratteristiche stradine. Del borgo originario, di origine medioevale, restano oggi la struttura urbanistica, il palazzo baronale con il suo torrione appartenente all’antico castello dei Gambacorta, alcune porte d’ingresso al borgo, il Monastero delle Clarisse, il monastero di Santa Maria delle Grazie e alcune chiese. Al paese, nel 1700, si accedeva attraverso cinque porte, tre delle quali saranno ricostruite grazie a un effetto scenico. Le due porte esistenti sono quelle di “San Nicola” (entrata dal versante campano) e quella della “Porta Nova” (ingresso dalla regione molisana) mentre quelle da ricostruire sono la porta di “Sant’Antonio” (entrata dalla regione Puglia), la “Portella” (la porta d’ingresso al Castello) e la “Porta del Muro Rotto”. A guardia delle cinque porte ci saranno degli armigeri in divisa dell’epoca borbonica con relativi archibugi. Per le vie del borgo si potrà incappare in qualche brigante che, munito di pistolone, cercherà di turbare i signorotti in abiti d’epoca simulando finte estorsioni. Celenza, infatti, fu interessata anche dal vasto fenomeno del brigantaggio. Anzi, i capi dei fuorilegge delle due bande, “Vardarelli” (il vero nome era “Meomartino”) e “Varanelli” (detto “Titta”) erano nativi proprio di Celenza. Nel circuito del borgo si sveleranno angoli e spiazzi caratteristici, portali riccamente scolpiti, fontanili, scorci di antichi palazzi di ricche famiglie locali, vecchie chiese e antichi monasteri. Il “viaggiatore” incontrerà, in particolari zone di ritrovo, gruppi musicali che eseguiranno canti e suoni medioevali, musica. Tutto il borgo, inoltre, sarà rischiarato solo da fiammelle a terra e da torce a muro e imbandierato con stendardi borbonici e dei Gambacorta. Artisti di strada, giocolieri, mangiafuoco, trampolieri, sbandieratori, trombettieri arricchiranno la scenografia di questa magnifica serata. I visitatori, inoltre, troveranno accoglienza presso osterie e locande dislocate in diversi punti del percorso per degustare i prodotti tipici annaffiati da buon vino. Il tutto al suon di ducati, moneta del regno nel 1700 che si riceveranno all’ingresso delle porte nei punti di “dogana” (è proibita la circolazione dell’euro).
FONTE: COMUNE


