Foggia, sicurezza stradale: nuovi controlli della Polizia sui mezzi elettrici
- La Polizia di Stato continua nell’attività di contrasto all’indisciplinato utilizzo di bici e monopattini elettrici. Al riguardo, in aggiunta all’ordinaria attività di controllo del territorio, la Questura di Foggia ha coordinato un ulteriore ed articolato servizio interforze al fine di contrastare l’indisciplinato utilizzo di bici e monopattini elettrici, al fine ultimo di sensibilizzare i cittadini al corretto utilizzo dei mezzi di c.d. “micromobilità”, il cui uso indisciplinato continua a recare disturbo ed intralcio alla libera e regolare fruizione delle strade, creando pericoli per l’incolumità dei pedoni.
Come già evidenziato, il fenomeno dell’utilizzo sconsiderato di bici e monopattini elettrici, soprattutto da parte di soggetti di giovane età e utilizzati, talora, per guadagnare la fuga in seguito alla commissione di reati predatori, continua a creare non poco allarme sociale e per tale ragione i citati servizi di prevenzione e di contrasto continueranno senza soluzione di continuità, vedendo l’impegno costante delle volanti della Questura, degli equipaggi del Reparto Prevenzione Crimine di San Severo, della Polizia Stradale e delle altre Forze di Polizia.
Le recenti operazioni si sono concentrate nelle aree più sensibili del centro cittadino e in quelle maggiormente toccate dal fenomeno in esame ed hanno portato all’identificazione di 49 soggetti, di cui 13 con pregiudizi di polizia; al controllo di 45 veicoli. 28 conducenti di monopattini sono stati sanzionati.
“Le attività di controllo della micromobilità, di stretta competenza dei servizi di polizia stradale, costituiscono ormai da mesi e sottolineo volutamente da mesi, una delle molteplici direttrici di intervento della Polizia di Stato; il fenomeno difatti ha da tempo assunto connotazioni tali da risultare un pericolo per la sicurezza pubblica e quindi in tale declinazione va affrontato. Non può sfuggire come, per questo come per altri fenomeni maggiormente riferibili a microdelinquenzialità, ci sia una palese disimpegno di una delle agenzie educative fondamentali, la famiglia. Pensare sempre e solo alla repressione come soluzione dei problemi evidenzia un’assoluta miopia e un comodo esercizio di delega” le parole del Questore.


