Si è svolta, domenica 30 novembre, la “Festa dei Donatori” organizzata dalla Sezione Comunale AVIS “Michele Sardella” di Lucera. Il programma, ben articolato, è iniziato sin dalla mattinata con la disputa, presso lo stadio comunale, di un torneo triangolare di calcio cui hanno partecipato le rappresentative dell’AVIS comunale, dell’Amministrazione Comunale e del Collegio dei Geometri. Per le cronache, il torneo ha decretato vincitori i giovani avisini, che hanno prevalso, in particolare, con un “sonoro” punteggio di 5 a 1, nei confronti della rappresentativa dell’Amministrazione Comunale. Tuttavia, sulla sfida sportiva, ha prevalso un sano clima di divertimento in un’ottica di solidarietà e amicizia reciproca. La festa è continuata, poi, nella prima serata, con la celebrazione della S. Messa presso l’altare del Padre Maestro e proprio in occasione della ricorrenza della Festa del “nostro” santo. Al termine della S. Messa, il coro femminile della Basilica-Santuario, si è esibito con l’esecuzione di corri di ispirazione francescana, accompagnati dalle note dell’organo di frate Antonio. La festa è poi terminata nei saloni dell’Hotel Villa Imperiale, con una partecipe e divertente serata con cena, balli e tanto altro ancora. Nella stessa occasione, è stato presentato il calendario predisposto per il nuovo anno e realizzato con i bellissimi disegni del dottor Costantino Postiglione, direttore sanitario dell’Associazione. Folta, è stata, la partecipazione, non solo della cittadinanza, ma anche delle AVIS “consorelle” delle Provincia, delle Associazioni di Volontariato e delle autorità cittadine. Il “clima” che si è respirato, è stato caratterizzato dalla conferma dei valori e degli ideali di solidarietà che l’AVIS, da sempre, pone come suo obiettivo associativo. La solidarietà rappresenta la collaborazione tra le persone, che va distinta dalla mera “elemosina”, e va manifestata in diversi modi. Uno di questi è rappresentato, proprio dalla donazione di sangue. Donare sangue, vuol dire esprimere un grande segno di solidarietà, perché il sangue è quanto di più personale che un uomo possiede e, nello stesso tempo, è quanto di più “donabile” e “trasferibile”. Il corpo umano è l’unica “fabbrica” che produce sangue, giacché la pur avanzata ricerca scientifica odierna, non è ancora riuscita a trovare un adeguato sostituto del sangue. Per tutto ciò, il dono del sangue diventa un servizio sociale e, come tale, è un dovere morale dei cittadini. L’AVIS, sin dalla sua fondazione, oltre ottanta anni fa, ha fatto dell’educazione alla solidarietà il suo più alto valore da perseguire e rendere, così, possibile, l’esistenza del servizio trasfusionale. A tal proposito, almeno qui a Lucera, non si può non tener conto di “grigi” presagi, legati alle sorti dell’Ospedale Lastaria, che prevedrebbero proprio la soppressione del servizio trasfusionale. Speriamo che ciò non avvenga e che, anche le istituzioni possano condividere i valori avisini che rappresentano una grande scommessa sociale e che ha permesso all’AVIS di realizzare il sogno del suo fondatore. Il dottor Vittorio Formentano, il quale è stato un uomo che ha saputo accendere un’idea in altri uomini, prima pochi, poi molti, oggi moltissimi, trasformando l’idea della donazione del sangue, in un’azione concreta di solidarietà.