Una pergamena con intorno il nastrino tricolore e una copia della Costituzione sono i doni consegnati dalla sindaco Iaia Calvio ai 50 bambini del Niger, Marocco, Tunisia, Slovenia, Cina, Polonia, Romania, Ucraina e Albania che ieri sono diventati cittadini onorari di Orta Nova e "mediatori naturali tra le vostre famiglie e la società, ambasciatori tra i vostri Paesi di origine e quello in cui vivete", come li ha definiti la ministro per l'Integrazione Cecile Kienge nel messaggio inviato per l'occasione.
La cerimonia svolta nell'Aula consiliare di Palazzo di Città è stata l'atto conclusivo del progetto educativo ‘Io come tu – Tutti uguali di fronte alla vita, tutti uguali di fronte alle legge’ svolto dagli alunni della materna e della primaria ‘Nicola Zingarelli’ in collaborazione con l'Unicef. A festeggiare con i ragazzini e le loro famiglie, oltre alla sindaco, c'erano: la dirigente scolastica Margherita Palma, la responsabile provinciale dell'Unicef Rosalbina Perricone, i rappresentanti di Prefettura e Questura, gli assessori regionali Elena Gentile e Guglielmo Minervini.
È stata la professoressa Palma a leggere il messaggio della ministro, invitata alla cerimonia, che ha plaudito all'iniziativa: "Un atto simbolico con cui il vostro e tutti comuni che lo compiono intendono dire ai bambini: voi appartenete a questa comunità e questo Paese vi appartiene". Ciò è tanto più vero in una città meta di immigrazione come Orta Nova, tant'è che "la nostra scuola ospita da sempre i figli degli immigrati - ha affermato la dirigente della 'Zingarelli' - e la loro presenza è un valore aggiunto per noi e l'intera comunità". "Perché questi bambini e i loro genitori, che vivono in Italia magari da decenni, non devono e non possono sentirsi italiani?", si è domandata Rosalbina Perricone prima di affermare che "la cittadinanza onoraria è attenzione verso i testimoni più genuini della multiculturalità".
"In quest'Aula c'è profumo di futuro - ha affermato l'assessore regionale alle Politiche giovanili Guglielmo Minervini - perché il mondo di domani sarà sempre più integrato e meticcio. Sempre più conterà ciò che sei e non dove vai. Se ci pensate - ha detto rivolto ai bambini - la vita è come il mare, che va e viene dove e come vuole. Il mare ha depositato sulle nostre spiagge un sacco di vite, volti, culture e persone: ciò che siamo e sempre più saremo in ogni parte del mondo".
"La Puglia ha fatto leggi buone e apprezzate ovunque per proteggere i lavoratori stranieri e garantire il diritto alla salute dei loro figli - ha aggiunto l'assessore regionale al Welfare Elena Gentile - che, però, si scontrano con il muro della diffidenza e della paura di chi vi considera diversi, differenti, aggressori. Noi abbiamo fatto e continueremo a fare ciò che possiamo; ma la rivoluzione è nelle vostre mani e nei vostri cuori, come lo è il futuro del nostro mondo".
"Oggi stiamo facendo la prova generale del banchetto a cui dobbiamo sederci l'uno accanto all'altro con rispetto e solidarietà - ha esordito la sindaco Iaia Calvio - perché non possiamo continuare, in modo vile, a girare la testa per non vedere la sofferenza di chi lascia la propria casa e vive in tuguri che mortificano la loro dignità, il dolore delle madri e dei figli separati tra loro e dalle loro radici. Al di sopra delle leggi scritte c'è la giustizia, che noi neghiamo a chi taglieggiamo con le sanatorie, confiniamo nei centri di accoglienza, ghettizziamo nelle periferie. Il nostro Paese non può permettersi di non avere una legge per chi chiede solo di esistere, per chi ha avuto il coraggio di venire qui con la speranza e il desiderio di essere qui. Insieme a voi tutti vogliamo fare di Orta Nova l'avamposto dell'Italia giusta: chi è nato qui deve esser cittadino di qui".
La sindaco ha concluso con un appello ai giovanissimi cittadini: "Non ascoltate chi vi dice che siete brutti sporchi e cattivi, giocate e vivete con gioia. E voi piccoli ortesi non vi fate contaminare dai pregiudizi degli adulti, non dite mai a nessuno e per nessun motivo che è brutto, sporco e cattivo".
I festeggiamenti si sono poi spostati e conclusi in piazza Pietro Nenni, dove sono stati allestiti due stand per la vendita delle pigotte realizzate dagli alunni per la campagna e per la degustazione dei cibi tradizionali delle nazioni da cui provengono i piccoli cittadini onorari.
fonte: comune