Il 29 maggio ricorre il trentesimo anniversario della morte di Romy Schneider, una stella del cinema che non ha brillato solamente nel ruolo della principessa Sissi e le favole romantiche a lieto fine; la sua vita è stata segnata da molteplici fattori che non l’hanno sempre appagata a livello lavorativo e sentimentale. Rosemarie Albach-Retty, in arte Romy Schneider, nasce il 29 maggio 1938 a Vienna dalla madre Magda Schneider e il padre Wolf Albach-Retty, entrambi attori di successo. Ad influenzare fortemente Romy fu la madre che la persuase ad intraprendere una carriera cinematografica. Nel 1953 ,appena quindicenne apparve per la prima volta sullo schermo con Quando sboccia la serenella bianca; ma il suo primo successo lo ottenne nel 1954 con L’amore di una grande regina. Nel 1955 divenne una celebrità nel ruolo dell’imperatrice d’Austria Sissi. La trilogia di Sissi venne proiettata e vista da più di 25 milioni di persone. Tutto questo successo e questa fama improvvisa , misero l’attrice sotto stress. Per questi motivi nel 1957 decise di dedicarsi ad una commedia: Un amore a Parigi, che le servì per staccarsi dal prototipo della principessa. Lo stress la portò all’alcolismo e alla depressione prima della sua tragica scomparsa. Romy Schneider ebbe anche il suo momento di gloria e di soddisfazione personale, quando nel 1958 con L’amante pura riuscì a cambiare il percorso della sua carriera e trovò l’amore in Alain Delon. Una svolta non solo sentimentale ma anche cinematografica che la vide recitare in produzioni come La piscina (1968), La Califfa (1970) e Ludwig (1937). In ognuno di questi film si distinse per la sua bellezza e il suo innato temperamento drammatico. Nel 1964 Romy e Delon si separarono; da allora la vita dell’attrice fu tormentata e segnata da tragedie alle quali non ci fu rimedio. Dopo il fallimento di due matrimoni e la nascita di due figli, la depressione che già la attanagliava fu esasperata dalla morte del figlio quattordicenne David, che perse la vita mentre tentava di scavalcare un cancello. Romy Schneider venne trovata senza vita all’età di soli 44 anni il 29 maggio 1982 a Parigi, nella casa che condivideva con il produttore Laurent Petin. La morte fu attribuita ad un attacco cardiaco ma rimase sempre nell’aria l’ipotesi di un suicidio.
Giuseppe AUFIERO



