Il 21 settembre 2012 l’amministrazione postale ha voluto ricordare il 20° anniversario della nascita della DIA con l’emissione di un francobollo policromo. La tiratura è stata di 2.610.000 pezzi. IL francobollo su bozzetto di Maria Carmela Perrini riproduce il logo della Direzione Investigativa Antimafia e i ritratti di Giovanni Falcone, Rosario Livatino e Paolo Borsellino. Completano il francobollo la leggenda “20° ANNIVERSARIO DELL’ISTITUZIONE”, la scritta “ITALIA” e il valore “€ 0,60”.La stampa in rotocalcografia è stata realizzata presso l’ Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato S.p.A., su carta bianca, patinata neutra, autoadesiva, non fluorescente. Il francobollo ha una dentellatura da 11 effettuata con fustellatura e un formato di mm 37 x 46. “DIA” è la sigla della Direzione Investigativa Antimafia. Organismo istituito con D.L. 29 ottobre 1991, n. 345 (convertito con legge 30 dicembre 1991, n. 410), nell'ambito del Dipartimento della Pubblica Sicurezza con il compito di assicurare lo svolgimento coordinato delle attività di investigazione preventiva relative alla criminalità organizzata e di effettuare indagini attinenti esclusivamente a delitti di associazione di tipo mafioso o a questi ricollegabili.I tre eroi che campeggiano sono da sinistra Giovanni Falcone, (Palermo 1938-1992). Laureato in giurisprudenza, iniziò la sua attività di magistrato a Lentini . Trascorsi dieci anni al tribunale di Trapani, passò a quello di Palermo. Le lunghe indagini di Falcone sulla mafia, sfociarono, con la collaborazione del collega Paolo Borsellino, nel primo maxiprocesso contro Cosa nostra, celebrato a Palermo nel 1986, in cui venne condannata l'intera cupola mafiosa. Nel 1989, dopo essere sfuggito a un attentato dinamitardo, venne nominato procuratore aggiunto di Palermo. Nel 1991 venne chiamato alla guida della Direzione generale degli affari penali. Fu ucciso, nel 1992, dalla mafia in un attentato sull'autostrada Punta Raisi-Palermo. Con lui morirono anche la moglie e tre agenti della scorta.Al centro, Rosario Livatino, conosciuto come il giudice ragazzino, assassinato dalla mafia sotto il regime della corruzione (1992). A destra Paolo Borsellino (Palermo 1938-1992). Magistrato del pool antimafia di Palermo, Borsellino proseguiva la sua carriera a Marsala per rientrare a Palermo come procuratore aggiunto. Profondamente colpito dalla morte dell’amico e collega Falcone (maggio 1992), intensificava il suo impegno tanto da diventare il nuovo simbolo della lotta dello Stato contro la criminalità mafiosa. Ma Borsellino era ormai entrato nel mirino di Cosa nostra, che ne ordinava l'uccisione. Moriva, in un attentato insieme a cinque agenti della sua scorta il 19 luglio 1992.
Giuseppe AUFIERO



