Il 10 settembre 2012, l’amministrazione postale ha voluto ricordare i 150 anni della nascita del famoso quotidiano “Roma”. Il francobollo policromo ha un valore facciale di € 0,60 con una tiratura di 2.500.000 esemplari. La vignetta ,su bozzetto di Maria Carmela Perrini ,riproduce, in primo piano a sinistra, il dipinto “Garibaldi sbarca a Marsala”, opera di Girolamo Induno e a destra la prima storica pagina del quotidiano “Roma” del 22 agosto 1862. Completano il francobollo la leggenda “150° ANNIVERSARIO DEL QUOTIDIANO ROMA”, la scritta “ITALIA” e il valore “€ 0,60”. La stampa in rotocalcografia è stata realizzata su carta bianca, patinata neutra, autoadesiva, non fluorescente presso l’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato S.p.A di Roma. Il valore ha un formato di 46 x 37 mm, dentellatura 11 effettuata con fustellatura. Il “ROMA “è stato un quotidiano di informazione fondato a Napoli e il primo numero uscì nelle edicole il 22 Agosto del 1862, da Pietro Sterbini(direttore) e Diodato Lioy (editore). È stato, durante la monarchia, la voce dei repubblicani e dei mazziniani. Quando il giornale nacque,Roma era ancora la capitale dello Stato Pontificio. I suoi fondatori erano garibaldini e mazziniani che intendevano lanciare l'ultima sfida risorgimentale per Roma capitale d'Italia avvenuta poi nel 1870 con la presa do Porta Pia. La storia del Roma è strettamente collegata, a partire dagli anni Cinquanta del XX sec., a quella del suo proprietario, l'armatore Achille Lauro, che alla fine degli anni Settanta ha ceduto la maggioranza azionaria. È seguito un periodo di crisi che ha portato, nel 1980, alla chiusura del giornale. Il Roma è stato diretto, fra gli altri, da Alfredo Signoretti,da Alberto Giovannini, da Piero Buscaroli, Piero Zullino e Antonio Spinosa. Nel 1990 grazie all’ex re del grano e proprietario del Foggia calcio, Pasquale Casillo,è tornato in edicola, ma poi ha nuovamente sospeso le pubblicazioni.Dal 1998 esce in allegato al “Giornale di Napoli” dalla sua sede storica di Via Chiatamone n.7 . Anche nella nostra Lucera, i pochi lettori dell’epoca , erano soliti esclamare “ ah quant’ è belle a legge ù Rome”, per sottolineare la qualità del giornale.
Giuseppe AUFIERO



