Il 12 marzo del 2013. L’amministrazione postale nell’ambito della sua programmazione annuale ha voluto dedicare un francobollo al 150° anniversario della nascita di “Gabriele D’Annunzio”. Il francobollo policromo da €. 0,70 nella vignetta centrale raffigura il poeta Gabriele d’Annunzio intento nella lettura di un libro. Completano il francobollo la leggenda “GABRIELE D’ANNUNZIO 1863 1938”, la scritta “ITALIA” e il valore “€ 0,70. Il bozzettista è Gaetano Ieluzzo. La stampa in rotocalcografia è stata effettuata dall’ Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato S.p.A. di Roma. Stampato su carta bianca, patinata neutra, autoadesiva, non fluorescente, ha una dentellatura da 11 effettuata con fustellatura,un formato da mm 40 x 48.La tiratura ufficiale è di 2.800.000 esemplari. Gabriele D’annunzio (Pescara 1863-Gardone Riviera 1938),all’età di 16 anni ,si affermò con la sua prima raccolta di versi “Primo vere del 1879”. trasferitosi a Roma (1881), fece il suo ingresso nel gran mondo dei salotti e dei ritrovi galanti e in quello dell'editoria. D'Annunzio seppe amministrare abilmente la propria parte di personaggio, mantenendo il rapporto con il pubblico secondo una vera e propria legge di mercato. Impose la sua personalità con fatti clamorosi come il suo matrimonio (1883) con la duchessina Maria Hardouin di Gallese, la successiva relazione tumultuosa con Barbara Leoni; i duelli e i processi; le cacce a cavallo e le imprese sportive. Eletto, nel 1897, deputato dell'estrema destra, D'Annunzio passò tre anni dopo alla sinistra. In quel periodo (1898) intrecciava la sua relazione con la divina “Eleonora Duse”. Dopo la rottura con la Duse (1904), per sottrarsi alla morsa dei creditori, si rifugiò (1910) in Francia. Nel 1915 ritornò in Italia e si schierò alla testa degli interventisti. Prese parte alla guerra, mostrando coraggio e spirito d'iniziativa in numerose imprese. Terminata la guerra, D'Annunzio ,nel settembre del 1919, alla testa di un gruppo di legionari, occupò la citta di Fiume, dove restò fino al “Natale di sangue” del 1920. Dopo l'avvento del fascismo, D'Annunzio venne esaltato e isolato nel suo dorato confino del Vittoriale, a Gardone, che egli trasformò in un funebre mausoleo.La sua produzione di poesie, romanzi e prose ,lo hanno annoverato tra i grandi della nostra letteratura del novecento.
Giuseppe Aufiero



