Con Regio Decreto del 13 luglio 1919 S.M. Vittorio Emanuele III°,subito dopo la fine della prima grande guerra, autorizzava la Zecca di Roma alla coniazione di una nuova moneta del taglio da 5 centesimi denominata “spiga”,destinata alla circolazione, in sostituzione della vecchia 5 centesimi “ Italia su prora”. Lo spicciolo ha il contorno liscio , in rame (Cu 950/1000), ha un diametro di 19,5 mm ,un peso di 3,25 grammi e assi alla francese. Al diritto troviamo la testa del Sovrano rivolta a sinistra e intorno in cerchio la scritta “ VITTORIO EMANVELE III RE D'ITALIA”. Sotto il collo il nome dell'incisore (A • MOTTI). Al rovescio al centro campeggia una spiga di grano con foglia a sinistra e valore (C • 5) intorno. A destra del fusto della spiga in basso segno di zecca, sempre a destra sotto il 5 del valore il millesimo. Il disegno utilizzato dall’ incisore della spiga è stato tratto da una bellissima moneta di stile ellenistico della lucania (vedi foto Metaponto . Æ Obolo. Demetra / "?????S" Spiga di Grano). Sono state coniate su modello e incisione di un grande maestro monetale sabauda della Regia Zecca” Attilio Silvio Motti”ininterrottamente dall’anno 1919 all’anno 1937 per un totale di n. 454.383.371 di esemplari . Le due uniche annate che hanno una quotazione di mercato discreta sono la prima del 1919 (13.208.000 pezzi) e l’ultima del 1937 ( solo 972.000 pezzi). Vi sono anche degli spiccioli “Prova” coniati nel 1919 che hanno una quotazione propria intorno ai 1500 euro , di queste non risulta il numero degli esemplari coniati. Si sottolinea che le quotazioni sono legate allo stato di conservazione delle monete.Per i millesimi rari,si consiglia l’acquisto da professionisti del settore e mai nei vari mercatini, dove vi rifilano dei “bellissimi falsi”.
Giuseppe AUFIERO




