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Pillole di……… Filatelia British Guyana 1c Magenta .... il più Famoso al Mondo

Ogni volta che  fa capolino sul mercato questo francobollo unico e rarissimo fa il botto .Questa volta si sono sfiorati i 10 milioni di dollari . Il ‘One-Cent Magenta’, (un francobollo ottagonale di 29x26 millimetri) emesso nell’ex Guyana britannica, è stato venduto all’asta da Sotheby’s per la cifra record di 9,5 milioni di dollari, partendo da poco meno della metà, 4,5 milioni. Ad aggiudicarselo il solito compratore anonimo. La storia del francobollo è macchiata da una sorta di maledizione, affiancando il colore rosso del timbro a quello del sangue. La serie emessa dalla Guiana Britannica nel 1856 (la quarta da quando nel 1850 erano stati introdotti i francobolli adesivi in questa colonia) si componeva di tre valori -1 cent magenta, 4 cents carminio e 4 cents blu- ma il mondo collezionistico non conosceva l’esistenza del francobollo da 1 cent fino a quando, nel 1873, un ragazzo (L. Vernon Vaughan) che abitava in un piccolo centro della colonia, Demerara, non trovò casualmente una lettera affrancata con quell’esemplare rosso magenta. La busta aveva l’annullo “Demerara 4 aprile 1856”. La vignetta raffigura lo stemma della colonia: un veliero e il motto latino “Damus Petimus Que Vicissim”, cioè “Diamo e vogliamo indietro” (ma la poca dimestichezza con la lingua latina aveva fatto sì che nella serie del 1851 il “Petimus” divenne “Patimus”). Il valore, sulla serie del 1856, è riportato in lettere maiuscole (senza la corrispondenza espressa in cifre) sul lato destro della vignetta. La stampa venne realizzata, in nero su carta colorata, nella tipografia del giornale “Royal Gazette” della capitale della colonia, Georgetown. Si decise di fare ricorso a questa realizzazione “locale e provvisoria” per la  temporanea difficoltà nelle comunicazioni navali con Londra che non aveva potuto inviare i francobolli. Il ragazzo offrì il magenta  ad un commerciante scozzese N. R. McKinnonper un  dollaro e 25 cents. Nel 1878, il collezionista vendette il francobollo per 120 sterline ad un commerciante di Liverpool, Thomas Ridpath, il quale si affrettò a rivenderlo, per 150 sterline, a Philippe de Ferrari magnate parigino. Dopo la morte di Ferrari le sue collezioni vennero messe all’asta e, il 5 aprile del 1922, il francobollo venne aggiudicato per 300 mila franchi  al collezionista statunitense Arhur Hind .Dopo la morte di Hind, avvenuta nel 1933, la vedova di Hind lo cedette  privatamente, al proprietario di una piantagione australiana. Il francobollo tornò quindi in circolazione nel 1940 quando la società di mediazioni “MacyCompany” lo vendette ad un collezionista anonimo, per circa 45 mila dollari. Nel 1970, l’ “One cent” fu rimesso all’asta, il 25 marzo, al “Waldorf Astoria” di New York: stavolta venne acquistato, per 280 mila dollari, dal commerciante statunitense Irwin Weinberg, di Wilkesbarre (Pennsylvania. Dieci anni dopo, il 5 aprile del 1980, il francobollo tornò all’asta, ancora al “Waldorf Astoria”, e questa volta l’aggiudicazione balzò a 850 mila dollari (935 mila con le spese d’asta) a favore di un gruppo di investitori rimasti sconosciuti. L’ultimo proprietario è stato John du Pont, l’eccentrico erede dell’impero della chimica DuPont che finì in carcere per l’omicidio di un lottatore e che morì in carcere nel 2010. Di questo francobollo , sicuramente nel corso dei prossimi anni  ne sentiremo ancora delle nuove, perché il suo fascino irresistibile e senza tempo.

Giuseppe AUFIERO

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Redazione

Luceranet.it, un nuovo sito ed un nuovo quotidiano per la città di Lucera, ma il cui sguardo andrà anche al di là della Capitanata.

Luceranet.it, un nuovo sito ed un nuovo quotidiano per la città di Lucera, ma il cui sguardo andrà anche al di là della Capitanata. Cronaca Politica Sport e Curiosità, questi sono alcuni degli ingredienti della nuova testata giornalistica. Qualcuno potrebbe obbiettare che per una realtà come Lucera, i quotidiani on line siano troppi. Mi permetto di non essere d'accordo, in quanto più voci raccontano la realtà, più possono essere divulgati i pareri e le opinioni della gente, dopotutto la democrazia è sopratutto questo. La nostra testata, infatti, è libera e dà libero accesso a chiunque voglia collaborare ed esprimere il proprio pensiero, sottolineo che comunque il rapporto è libero e gratuito. Ringrazio sin da ora chiunque potrà dare la sua la fattiva collaborazione. Dopo essere stato uno degli editori, di Sunday Radio ed una delle sue voci più famose per tantissimi anni, mi appresto ora ad affrontare una nuova avventura, questa volta nel web e spero che questa sia foriera di successi e nuove soddisfazioni. Le premesse e l'entusiasmo ci sono, a voi lettori il giudizio finale.

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