Tra l’VIII° e il IX° secolo d.C. l’Impero romano d’oriente conobbe il suo maggiore splendore sotto la reggenza degli imperatori bizantini. Il dominio dell’impero si estendeva dall’Italia meridionale a tutta l’Asia minore fino al medio Oriente compresa la Terra Santa, in un momento in cui il Cristianesimo si era diffuso abbastanza capillarmente in tutta l’area mediterranea. A Costantinopoli e nell’intero impero molte monete d’oro circolavano e tra cui una delle prime monete, mai coniate prima , che ritraevano l’effigie della Vergine Maria. L’imperatore bizantino che fece battere questo solido d’oro così speciale fu Leone VI di Bisanzio.Leone VI di Bisanzio (conosciuto come il Saggio o il Filosofo ) nacque il 19 settembre del 866 e morì l’11 maggio del 912, è stato imperatore dal 886 (aveva solo 20 anni) alla sua morte. Leone fu un imperatore di prim'ordine. Governò saggiamente, lasciando l'impero in buone condizioni. Emano' un importante codice, i "Libri basilici" (887-893), tre raccolte dove si procede ad una riforma del diritto giustinianeo, gia' iniziata con Basilio I. Importanti furono non solo le sue opere di codificazione delle leggi,ma anche la ristrutturazione delle forze armate e l’amministrazione del potere periferico. Venne amato dal popolo che ebbe buoni motivi per glorificarlo. Il suo ritratto esistente in Santa Sofia risale a molti anni dopo la sua morte. La moneta d’oro (Solidus) di +/- grammi 4,45 che riporta per la prima volta l’ immagine di Maria ,fu coniata presso la Zecca imperiale di Costantinopoli tra il 886 e il 912 . Al diritto , la Vergine è rappresentata con il velo e nell'atteggiamento della preghiera a braccia aperte e sollevate,l’immagine è sovrastata dalla scritta” Maria” tra due picccole croci. Al rovescio, il busto coronato dell’Imperatore Leone VI, che indossa la clamide, cioè il manto di porpora che veniva agganciato con una fibula sulla spalla,con nella mano destra il globo sormontato dalla croce ortodossa. La moneta riporta la concezione tipica dell'arte bizantina, presente nelle icone, nei mosaici e negli affreschi absidali.L'immagine della Beata Vergine fu molto utilizzata nell'iconografia numismatica bizantina. E' la Beata Vergine orante che diede spunto al altre emissioni bizantine successive (tetarteron di Michele VI e Costantino X) e al denaro di Bertoldo di Merania patriarca di Aquileia . Verrà poi ripresa in nella monetazione pisana medievale col grosso da 12 denari dove una Beata Vergine nimbata e velata tiene il Bambino nelle braccia, immagine ripresa da un dipinto d'epoca ,e poi negli aquilini maggiori dove è coronata e velata seduta di fronte in trono e tiene il Bambino sul ginocchio .La Vergine con il Bambino in braccio, veniva chiamata Theotokòs. Nelle monete bizantine la Beata Vergine con il Bambino veniva rappresentata a mezzo busto frontale con il Bambino davanti.
Giuseppe AUFIERO


