Il 14 febbraio del 2016,festa di San Valentino, l’amministrazione postale ha voluto ricordare il santo protettore di tutti gli innamorati con l’emissione di un francobollo policromo. La tiratura è stata di 800.000 esemplari. Il francobollo realizzato su bozzetto a cura del Centro Filatelico della Direzione Officina Carte Valori e Produzioni Tradizionali dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato S.p.A. riproduce una vetrata della Basilica di Terni dedicata a San Valentino e raffigurante il Santo che benedice Sabino e Serapia, due giovani innamorati. Completano il francobollo la leggenda “SAN VALENTINO”, la scritta “ITALIA” e il valore “ € 0,95”. Stampato presso l’ Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato S.p.A. di Roma, in rotocalcografia su carta bianca, patinata gommata fluorescente, dentellatura a pettine da13½ x 13½. Il francobollo ha dimensioni di mm 30 x 50,8. San Valentino Vescovo è nato a Interamna Nahars oggi Terni in Umbria nel 175 d.C. e morto a Roma nel 273 d.C. martire. Il suo apostolato si applicava attraverso la guarigione del corpo ottenuta per mezzo della fede. Questo suo carisma generò tantissime conversioni al cristianesimo. San Valentino fu arrestato e obbligato ad adorare i dei romani. Per il suo rifiuto lo fecero decapitare proprio il 14 di febbraio . Il corpo fu riportato a Terni nella basilica che sorse per accogliere le sue spoglie. Ma il santo vescovo è ricordato soprattutto per essere il Santo di tutti gli innamorati per vari episodi. Quello più famoso narra di due fidanzati che bisticciavano continuamente. Il Santo li chiamò e li esortò a stringere tra le loro mani insieme una rosa. Subito dopo questo gesto fecero pace e chiesero al Santo vescovo di unirli in matrimonio. La notizia si diffuse immediatamente e tutte le coppie in difficoltà cominciarono a rivolgersi a lui per ritrovare l’amore e la pace perduta. Anche se oramai il consumismo ha snaturato questa bellissima festa resta il fatto che essere innamorati è la cosa più bella che possa succedere a due persone, diventare non solo un “solo corpo” ma soprattutto “una sola anima”.
Giuseppe AUFIERO


