L’amministrazione filatelica italiana, nell’ambito della sua programmazione annuale, il 23 marzo del 2012 ha celebrato i 150 anni della nostra lira con l’emissione di un trittico filatelico in foglietto. Ogni francobollo ha il valore di €. 0,60.La tiratura ufficiale è stata di 2.000.000 di foglietti. Nei francobolli sono raffigurati alcune monete da una lira unità di conto del sistema monetale, emesse dopo la promulgazione della legge sull unificazione del sistema monetario del 24 agosto 1862 n. 788 e precisamente da sinistra a destra: - l’ Italia turrita, ispirata ad un busto tratto da una medaglia di Pio Tailetti degli anni ‘30, che tiene in mano il rovescio della moneta da una lira d’ argento emessa da Vittorio Emanuele II nel 1863, - composizione grafica del numero 150 dove lo zero è rappresentato dal rovescio della moneta da una lira del 1946 la prima emessa dalla Repubblica Italiana - rappresentazione grafica del rovescio di una moneta da una lira in argento emessa da Vittorio Emanuele II nel 1862. Completano ciascun francobollo la leggenda 150 ANNIVERSARIO DELLA UNIFICAZIONE DEL SISTEMA MONETARIO NAZIONALE, la scritta ITALIA e il valore € 0,60.I tre francobolli sono disposti in orizzontale, uniti tra di loro lungo il lato verticale ed impressi in un riquadro perforato posto al centro del foglietto. All’esterno dei dentellati sono riprodotti, rispettivamente in alto a destra e in basso a sinistra, i loghi della Repubblica Italiana e di Poste Italiane . Il bozzetto nasce da tre allievi della scuola dell’Arte della Medaglia dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato S.p.A. e precisamente: da Elisa Rizzo per il francobollo a sinistra, da Rosario Luca Salvaggio e da Serena Macaluso per il francobollo centrale e Rosario Luca Salvaggio per il francobollo a destra. La stampa è avvenuta presso l’ Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato S.p.A., in rotocalcografia su carta fluorescente per l’intero foglietto. Ogni francobollo misura 40x48 mm ed hanno una dentellatura di 13 x 13½. Quanta nostalgia per la nostra e cara “LIRA”.
Giuseppe AUFIERO



