Il 6 settembre del 1977, nella sua casa di Parigi muore la divina Callas. Si accascia all'improvviso, senza un lamento. I medici parlano di arresto cardiaco, ma sul comodino vi era una boccetta di tranquillanti vuota. Come vuota resterà la sua tomba al Père-Lachaise, perché il corpo viene cremato e le ceneri disperse in mare. Di lei restano la voce, le mani, lo sguardo delle pupille nere, la sensuale e raffinata magrezza, le emozioni che provava e destava, le platee in delirio, la magia, la passionalità, il carattere ribelle, le umiliazioni, la depressione, la leggenda. Anna Maria Kalogeropulos nasce a New York il 2 dicembre del 1923 da famiglia greca, debutta a Verona nel '47, due anni dopo diventa la signora Meneghini, nel '50 debutta alla Scala nell'Aida, nel '56-'58 è al massimo: la vedette assoluta della lirica. Esplode il fenomeno Callas: con i suoi trionfi, gli echi segreti della sua voce, il pessimo carattere, le crisi di nervi, le polemiche, la magrezza del cigno, gli occhi spiritati, il fascino aspro e dolente. Era dotata di una voce particolare dal timbro unico con estensione e agilità notevoli .Gli applausi e le grida si levano in tutti i teatri. I cachet sono vertiginosi, i salotti vibrano in attesa della stella. Maria è elegante, raffinata, mondana, desiderata, irrequieta, terribilmente sensuale con quel viso tagliente che la rende drammatica. Salotti, fans, fiori, gioielli, rotocalchi. Può permettersi di tutto, da tigre che graffia, morde e non accetta rivali. È l'imperatrice di Parigi dopo un nuovo trionfo all'Opéra. Si inchina alla regina Elisabetta che le porge la mano. Aristotele Onassis, l'armatore greco re delle navi, vuole Maria e l'ottiene. Il matrimonio fra Maria e Meneghini si trascina stancamente. Nel '59, sullo yacht Christina, Maria respira nella notte l'aria della Grecia, l'odore del mare e si innamora. Pensa che finalmente è l'uomo "giusto", ma non sa che diventerà il suo incubo. A 36 anni Maria sogna un amore intenso e un nuovo matrimonio. E si prepara, fra i flash dei fotografi. L'amore la riempie ma la svuota, uccidendo la sua volontà e l'anima d'artista. La sua arma più potente è la voce e Onassis gliela rovina. Per lui Maria trascura il canto e si perde nei rumori della cronaca. Diventa personaggio del rito mondano e la voce si fa leggera e fragile. Onassis non la considera e nel '68 trova una donna più famosa , Jackie Kennedy. Il sogno è finito. Come è finita la voce. Nel '65 la Callas si ritira. Tramonta in solitudine, nel silenzio. Si chiude nella casa di Parigi. Lotta con i suoi fantasmi: Norma, Violetta, Tosca, Lucia. La depressione che si è impadronita di lei la fa morire lentamente. La sua vita sta per concludersi. Fino alla morte, perduta e abbandonata, come una delle infelici eroine che per anni ha superbamente interpretato. Le sue straordinarie doti di soprano e attrice le sono valsi l’appellativo di “Divina”.
Giuseppe AUFIERO


