Lucera, centro storico, anziani e futuro: Pitta risponde all’appello dell’Auser
Il ruolo attivo di chi è più in là con l’età, l’idea del cuore della città come “distretto di servizi e commercio”
LUCERA – “Chi ha ancora i propri nonni ha un’immensa fortuna. Hanno una funzione sociale fondamentale, sostengono le giovani famiglie nella cura dei bambini, spesso forniscono un aiuto-economico a figli e nipoti, e ce ne sono tanti attivi in realtà associative culturali, sportive e solidali che, senza il loro lavoro e la loro esperienza, non avrebbero la stessa linfa per realizzare progetti e organizzare iniziative. A Lucera, come in tutta Italia, la percentuale di anziani sul totale della popolazione è aumentata. Di pari passo, aumenta l’esigenza di politiche che ne promuovano l’invecchiamento attivo, valorizzino il ruolo di chi è più in là con l’età, garantiscano non solo servizi, ma anche spazi e iniziative che favoriscano l’aggregazione e lo scambio tra generazioni. A tal proposito, rispondo volentieri all’appello dell’Auser-Amici del Peperoncino di Lucera”. È Giuseppe Pitta, candidato sindaco del campo largo, a rispondere alla lettera aperta firmata da Antonio Fusco, presidente dell’associazione.
“Negli ultimi 5 anni”, dichiara Pitta, “le difficoltà causate dal post-pandemia, soprattutto a over-65enni e fasce deboli, ci hanno portato a privilegiare iniziative di sostegno economico-assistenziale. Sui servizi sociali sono stati ottenuti e investiti circa 30 milioni di euro in decine di progetti di sostegno a donne, anziani, famiglie e bambini per il contrasto alla povertà. Con la riorganizzazione dei Servizi Sociali che abbiamo avviato, intendiamo lavorare soprattutto in tre direzioni: sostenere iniziative di volontariato civico, con la promozione di attività in cui gli anziani mettono la propria esperienza al servizio della comunità in alcuni ambiti, per esempio l’educazione, la formazione e il contrasto alla povertà educativa; favorire l’apprendimento permanente e l’aggregazione, con corsi di alfabetizzazione digitale e attività culturali; potenziare i progetti di ambito socio-sanitario assistenziale per la prevenzione e l’aiuto ai caregiver, le persone che assistono i propri familiari. Valuteremo con attenzione le istanze e i progetti che ci verranno proposti dalle realtà associative”.
IL CENTRO STORICO COME “DISTRETTO COMMERCIALE E DEI SERVIZI. “Per quanto riguarda il centro storico”, afferma Pitta, “abbiamo posto in essere importanti interventi di riqualificazione, basti pensare a Piazza delle Terme romane, a Piazza San Giovanni, all’inizio dei lavori di messa in sicurezza, igiene e decoro di Palazzo Sant’Anna. La strategia che ci ha guidato finora, e che vogliamo potenziare con nuovi strumenti e misure, è quella di un approccio integrato che trasformi il centro storico in una piattaforma di servizi e innovazione. Serve un’azione di Comunità. Occorre, ad esempio, lavorare insieme a commercianti, professionisti, gestori dell’ospitalità e dei locali, per creare un vero e proprio ‘distretto del commercio e dei servizi’, con un’unica regia tra esercenti e Comune per ideare e gestire eventi, orari, marketing territoriale e ‘identitario’, in modo da rendere più attrattivo e fruibile il cuore della città. Da oggi in avanti, dopo il risanamento della situazione economico-finanziaria della città e le risorse recuperate alla disponibilità, è possibile pensare a una serie di misure e incentivi per favorire chi nel centro storico vuole viverci, aprire un’attività, studiare e lavorare, offrire nuovi servizi. A breve”, annuncia Pitta, “presenteremo il nostro programma per i prossimi cinque anni. Dalla prossima settimana, il Comitato di Piazza Duomo, inaugurato ieri sera, sarà spazio e luogo di incontro e confronto con i cittadini, le associazioni di categoria, le realtà associative per illustrare quanto intendiamo fare su queste e altre importanti questioni, ma anche per integrare nel nostro progetto politico-amministrativo le istanze e le idee di chiunque voglia dare il proprio apporto”.


