Nell' Ultima Cena, nell’istituzione della Santa Eucarestia, Gesù distribuì ai suoi discepoli il pane spezzato e la coppa di vino, come suo corpo e suo sangue, offerti in sacrificio per la salvezza degli uomini, incaricandoli di fare lo stesso in sua "memoria". (Matteo 26,26-28 ; Marco 14,22-24 ; Luca 22,19-20 ) . Il santo Graal è proprio la coppa che utilizzò N.S. Gesu’ Cristo per contenere il vino e utilizzata in seguito da Giuseppe d’Arimatea per raccogliere il suo sangue dal legno della croce. Tra i tanti calici o coppe, l’unica che è affidabile per datazione e fonti storiche è quella conservata in Spagna nella cattedrale di Valencia. Davanti al “Santo Caliz” pregarono Papi, re e imperatori e milioni di pellegrini. San Giovanni Paolo II° lo usò per celebrare la messa nel corso della sua visita a Valencia nel novembre del 1982, così anche Benedetto XVI, nel luglio 2006.Il Calice consta della 'coppa' (7 centimetri di altezza per 9,30 di diametro) superiore in pietra scura (agata corallina), finemente tornita, datata al I secolo d.C. e proveniente da un'officina di Antiochia. Oggi si ammira il pezzo che è costituito da tre parti distinte. Dal punto di vista storico e cronologico del reperto in sé, non c’è nulla da eccepire. E’ una coppa compatibile con una tipica ‘coppa per la benedizione’ usata in Palestina per la celebrazione della Pasqua. Nel British Museum ce ne sono alcune simili, della stessa epoca. Le coppe per la benedizione non potevano essere di metallo né legno, ma dovevano essere di cristallo o pietra. Secondo il Vangelo di San Marco, l’Ultima Cena si celebrò in una sala grande e ammobiliata (Mc 14,13-15). La famiglia ospite avrebbe potuto prestare anche la coppa per la benedizione pasquale, un oggetto di valore e non di uso quotidiano. La Tradizione aragonese narra che il Calice fu usato dagli Apostoli a Gerusalemme . Pietro lo avrebbe poi portato ad Antiochia e quindi a Roma e qui utilizzato da numerosi Papi per il Rito fino a Sisto II (257-258) che, in prossimità di essere messo a morte durante le persecuzioni contro i cristiani, lo avrebbe consegnato al diacono Lorenzo (il futuro San Lorenzo),il quale riuscì a farlo arrivare nella sua città natale ,in Spagna, a Huesca (allora Osca) nel 258 d.C. . Inizialmente il Santo Calice fu nascosto in una delle numerose cavità delle montagne aragonesi fino al 1071. Nel 1134, un canonico di Saragozza scrisse di aver visto nel monastero benedettino pirenaico di San Juan de la Peña. I monaci lo avrebbero messo al sicuro dalle incursioni arabe del periodo. Il 26 settembre 1399, il re Martino I convinse i monaci a donarglielo e lo portò a Saragozza nel palazzo reale dell'Alajaferia, dove rimase fino al 1424 . Il Calice venne traslato nel 1437 dal Palazzo reale alla cattedrale.Il Santo Graal non lasciò mai la sua nuova ubicazione, eccetto che per due periodi tra il 1809 -1812 durante l'occupazione spagnola dell'esercito Napoleonico e nel 1936-'39 durante la Guerra Civile Spagnola .
Giuseppe AUFIERO




