Bagno di folla a Troja per la prima “Festa del Grano”. Visitatori giunti da tutta la regione hanno gustato l’atmosfera e i sapori di un tempo in un centro storico di Troja trasformato per una notte in una grande aia di campagna. Il grano “Strampelli/senatore Cappelli”, mietuto con le falci sui campi dello chef Peppe Zullo, l’ha fatta da padrone: prima trebbiato dai cavalli dell’agriturismo Montaratro, poi molito con le antiche macine in pietra de “lo moleno” del Ponte di Bovino e dalle “macine d’arte” dello scalpellino Francesco Ciarmoli e infine impastato per dar vita a spettacolari creazioni culinarie: dai piatti dello chef Peppe Zullo, che in mattinata hanno deliziato gli astanti, alla pasta fatta a mano dai giovani del circolo Ambaradam. Infine, a notte inoltrata, è la flagranza del pane ad solleticare le vie del borgo: nel forno a legna dell’agriturismo San Paolo, allestito per l’occasione di piedi della Cattedrale, si sfornano splendide e gustose forme di pane mentre “Le Faitare” rievocano antiche “danze delle spighe”. Un’atmosfera che sapeva d’antico e che ha fatto giungere nella cittadina preappenninica migliaia di visitatori attirati non solo dall’evento culturale ma anche dal sapore di cicatelli, orecchiette di grano arso, pan di puglia, pizza cotta a legna e ottimo Nero di Troja. Record di presenze, insomma, ma anche record gastronomici: il lunghissimo Acquasale che si sviluppava lungo tutto il centro storico è andato ben oltre l’obiettivo di 50 metri, fissandosi a 53 metri e 20 centimetri. E per condirlo ci sono voluti 25 chili di pomodori, 5 chili di cipolla rossa, 500 grammi di origano e sale e 15 litri di olio extravergine di oliva. Un impresa impossibile senza la collaborazione volontaria e gratuita di decine di giovani, delle associazioni, delle imprese e degli enti locali. E gli organizzatori già lanciano una sfida per il prossimo anno: l’Acquasale gigante dovrà raggiungere i 100 metri.












