Fin dall’antichità’ i vari regnanti, quando si trovavano a corto di moneta , per poter finanziare le loro continue smanie di guerre, o per sostenere lo sfarzo delle loro corti, ricorrevano ai banchieri o agli usurai conosciuti meglio come strozzini . Per i banchieri queste situazioni rappresentavano una vera manna,infatti concedere questi prestiti rappresentava chiedere in cambio solide garanzie e soprattutto titoli ed onori, e in alcuni casi il diritto di battere moneta. In Italia la famiglia fiorentina dei Medici da semplici cambiavalute, giunsero a dominare la loro città e l’intera regione e potettero addirittura annoverare tra i loro titoli ,due papati con Leone X e Clemente VII e due regine di Francia con Caterina sposa al re Enrico II d’Orleans e Maria, sposa ad Enrico IV di Borbone.Poi gli Albizi ,potente famiglia di mercanti -banchieri di Firenze avversari storici della famiglia Medici, puntualmente prestavano ingenti somme ai re di Napoli in cambio di posizioni di predominio nella loro corte. Anche nella città di Siena, Orlando Bonsignori meglio conosciuto come banchiere della“Grand Tavola” nel 1298 fallì per aver prestato ingenti somme di denaro al Papa Bonifacio VIII (Benedetto Caetani ,successore di Celestino V il papa del gran rifiuto) e alle autorità religiose di Roma. Nella città di Genova ( 23/4/1407) il Banco di San Giorgio ottenne in cambio dei prestiti dati,lo sfruttamento dei possedimenti coloniali, il diritto di preda,di allestire le flotte di navi,questi privilegi si protrassero fino al 1816. In Inghilterra i sovrani per ottenere prestiti, ricorsero alle minacce con Carlo I nel 1640, in seguito decapitato e nel caso di Carlo II Stuart nel 1672 si arrivò a rifiutare addirittura il pagamento del denaro ricevuto e dei relativi interessi, agli orefici (banchieri inglesi). Quindi, lo stato e la banca andavano a braccetto con conseguenze catastrofiche ,perché se lo stato faceva bancarotta, la banca falliva. Le famiglie dei mercanti-banchieri divennero la colonna portante dell’economia internazionale. Solo nella città’ di Firenze vi erano più di 80 banche. Tra i crack più clamorosi vi furono i mercanti-banchieri fiorentini dei Bardi e dei Peruzzi , che in un sol colpo fallirono nel 1345 perché Edoardo III d’ Inghilterra per sostenere le spese della guerra dei Cento anni ,non fece onore ai suoi impegni di circa 1.500.000 di fiorini d’oro. Lo stesso era già avvenuto nel 1308 con il fallimento della banca Guidi,quando il re di Francia Filippo IV (detto il Bello) non onorò i propri debiti. Stessa sorte per i banchieri tedeschi Jacob II Fugger detto il ricco della Baviera e la potente famiglia Welser di Augusta (noti all’epoca come banchieri del Sacro Romano Impero)con Carlo V di Spagna nel 1519 che per farlo nominare imperatore ad Aquisgrana ,avevano corrotto con una forte somma di denaro i sette principi elettori. Nel 1614 con Ferdinando II d’Asburgo ,un altro Welser ,ebbe la stessa sorte. Ma tutto ciò non avveniva solo prima,anzi tra il 1892/93 la Banca Romana (ex banca dello stato pontificio) finanziava ministri ,giornali e cortigiani del novello regno d’Italia nei loro investimenti e vizi personali con l’autorizzazione a stampare banconote (60 milioni di lire dell’epoca) senza nessun controllo ,su denuncia del deputato Napoleone Colajanni. Si dovette sanare questa situazione di corruzione e malgoverno (precipitose dimissioni del governo Giolitti per finanziamenti diretti a lui e al suo governo e dimissioni del Crispi , implicato per delle cambiali non onorate a firma della sua seconda moglie donna Lina) con l’approvazione all’unanimità, presentata dal parlamentare Michele Torraca ,dove si decise di chiudere lo scandalo della Banca con la liquidazione della stessa(cioè, non se parli più) . Nell’ agosto del 1893 nacque un nuovo istituto, la“Banca D’Italia. Ancora oggi, forse le teste coronate sono poche ma in compenso le velleità di chi e’ a capo non conosce limiti basti ricordare il più grande scandalo bancario del dopoguerra ,il fallimento del banco ambrosiano ,una colossale opera di riciclaggio di denaro(di provenienza mafiosa), che ha implicato i maggiori vertici politici e religiosi italiani dell’epoca. Bisogna sottolineare che il Vaticano non riconobbe nessun coinvolgimento (anche se la sua banca” IOR “ era la maggiore azionista con 5.300.000 azioni), ma la sola responsabilità morale con una “donazione spontanea “di 241 milioni di dollari a favore dei creditori .
Giuseppe AUFIERO


