Il settecento è stato il secolo dei lumi (Illuminismo),dove si considerava al centro dell’universo l’uomo con la sua intelligenza e con le sue scoperte(libertà di pensiero e utilizzo della ragione), a discapito della centralità del Dio Padre Creatore. L’Illuminismo fu in contrasto netto con l’autorità religiosa, lottando contro ogni verità rivelata (Bibbia , Vangeli).Come succede da sempre ,a grandi sconvolgimenti politici e ideologici corrispondono grandi figure teologiche. Nel Regno di Napoli,tra le molte figure conosciute ,vogliamo accostare il grande Santo napoletano “Sant’Alfonso Maria de Liguori”(Marianella di Napoli *27/09/1696 - Nocera di Pagani + 01/08/1787) e il nostro caro Santo concittadino “San Francesco Antonio Fasani”(Lucera * 06/08/1681 + 29/11/1742). Anche se di estrazione sociale completamente agli opposti(ricco e nobile il primo , povero e figlio di zappatore il secondo), questi due santi hanno in comune tantissimo. Soprattutto hanno condiviso lo smisurato amore verso la dolcissima mamma celeste “Maria”, di cui si sono professati “vili e indegni servi”. Entrambi hanno combattuto le ideologie del tempo con la parola e soprattutto con le opere scritte. I due Santi si rivolgevano al popolo con i mezzi pastorali più idonei, rinnovando la predicazione nei metodi e nei contenuti,collegandola con un’arte oratoria semplice e immediata. Il dialetto, che essi usano nel contatto con i più umili,non era soltanto un veicolo di trasmissione del messaggio evangelico, ma diventa uno strumento efficace nella comprensione al posto di tanti paroloni .Pensate che la produzione letteraria del Santo napoletano è composta da oltre cento opere (111) che nel corso dei secoli sono diventate pietre basilari dell’attuale teologia morale ,mentre il nostro Padre Maestro con le sue opere, ha anch’esso contribuito, con tono minore, alla correzione degli errori perpetrati dall’ideologia illuministica. I nostri due Santi, sono stati infaticabili apostoli e hanno rivolto la loro opera verso i ceti più umili. Durante la loro vita hanno sperimentato la sofferenza, la calunnia, la derisione, ed hanno sopportato,offrendo al Signore in riparazione dei peccati ,tutto con la massima obbedienza,ritenendo che fosse solo ed esclusiva volontà di Dio . D’altro canto , entrambi hanno goduto delle estasi del paradiso e hanno dispensato a tutti i frutti dell’amore incondizionato a Maria e Gesù. I miracoli che si verificavano tramite loro, li portavano ancor più ad infliggersi nuove discipline per sottomettere la propria carne(superbia) allo spirito. La povertà assoluta è stata la prerogativa di questi due Santi in una società ampiamente pomposa e gaudente. Dal loro cuore, sono nate, di Sant’Alfonso la famosissima pastorale natalizia “Tu scendi dalle stelle” e del Padre Maestro la Canzoncina all’Immacolata. Molti fatti accaduti accomunano i nostri due campioni di santità, ma questi saranno oggetto di un nuovo articolo.
Giuseppe AUFIERO




