Il centro commerciale per antonomasia a Lucera è stata da sempre Porta Troia. Essa è il punto di partenza e di arrivo di tutti i mezzi di comunicazione e di trasporto della nostra città. La sua caratteristica è rappresentata dal principale elemento architettonico d’epoca angioina ,un muro di cinta bugnato con porta ogiva . Dall’originaria struttura muraria sveva, nel 1272 la porta viene restaurata assumendo il suo aspetto a bugne rettangolari, altri interventi nel 1341 ad opera di Roberto d’Angiò, nel 1375 e nel 1510 a spese dei cittadini di Lucera,ci hanno consegnato ciò che oggi i nostri occhi posso ammirare. Nella nostra piazza antistante sono transitate nel passato truppe di ogni genere, dai saraceni fino ai tedeschi e agli americani nell’ultima guerra. Ma la sua vera anima è stata il commercio. Le carrozze che provenivano dalle zone limitrofe potevano tranquillamente sostare nella piazza dotata di abbeveratoio per i cavalli, di stalle oltre agli artigiani come “i ferracavalle e i carrire” per la ferratura dei cavalli e la riparazione dei carretti. Come ogni buona struttura commerciale , la piazza era dotata di almeno tre taverne per accogliere e ristorare i forestieri. Famosa era la taverna di “Taccarille” ,alla sinistra dell’arco di porta troia guardando di fronte (vedi foto in alto), mentre le altre due erano ubicate la prima all’inizio di porta croce”sop’ ù calvarje” e l’altra all’inizio di via Vittorio Veneto (verso porta Foggia). Altri artigiani erano presenti nelle vicinanze della piazza, dai fabbri,ai pellai,ai commercianti in genere. All’inizio dell’arco vi era la garitta del dazio, dove l’incaricato procedeva a tassare i beni soggetti all’imposta ,che dovevano entrare in città . Un'altra categoria sempre presente erano i poveri che attendevano l’arrivo di qualche ricca carovana per poter racimolare qualche cosa per mangiare oltre ai nullafacenti chiamati “ì cavaljere di Porta Troje”. Questa piazza non era solo frequentata da artigiani e commercianti ma soprattutto dai ragazzi, chi non ricorda “a squadre de Porta Troje”( ragazzi nati e cresciuti a Porta Troia) . Molte volte oltre alle solite risse si assisteva anche a gravi fatti di sangue di cui “ù curtìll” era l’incontrastato re. Di secoli ne sono passati e milioni di persone sono passati da questa piazza, che assiste ora come allora alle vicissitudini quotidiane della nostra gente. Finalmente quest’anno (2009) si è dato un nuovo look all’arco , con la ripulitura di tutto quell’annerimento provocato dall’incuria del tempo. La nostra cara e vecchia porta troia , metaforicamente è come un madre di famiglia che accoglie e abbraccia tutti coloro che arrivano ad essa.
Giuseppe AUFIERO



