Biografie e testimonianze mettono Rosa Lamparelli al centro di alcuni fenomeni mistici, che ovviamente vengono valutati con molta prudenza e talvolta con punte di perplessità. E’sempre così quando ci si trova dinanzi a fenomeni apparentemente inspiegabili con la ragione, come si evince dagli scritti agiografici riguardanti tanti figure mistiche della Chiesa. Sono soprattutto quelli che si considerano le grandi menti della società a domandarsi: perché il Signore e la Madonna dovrebbero preferire una analfabeta, come nel caso di zia Rosinella? La risposta ci viene da un significativo passo del Vangelo di Matteo ( cap.11, vers.25-27) che così recita: In quel tempo Gesù disse: “Ti benedico, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai tenuto nascoste queste cose ai sapienti e gli intelligenti e le hai rivelate ai piccoli. Si, o Padre, perché così è piaciuto a te. Tutto mi è stato dato dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio lo voglia rivelare”.
Tanti di coloro che frequentavano la casa di questa donna per ragioni di preghiera affermano che in parecchi casi avevano la sensazione che ella si estraniasse dalla preghiera stessa o dalla conversazione, per portarsi in un piano che la immergeva completamente in un rapporto umanamente non percepibile. Come pure tante volte, quando si riappropriava del suo tempo e del suo spazio, riferiva concetti e termini difficili, quasi al limite della teologia. Erano frasi e termini che la stessa Rosinella non comprendeva. Anzi, le riferiva ai presenti, chiedendo loro il significato. In genere, si citano i messaggi che la Madonna le avrebbe destinato in diverse occasioni nella chiesa di “Santa Caterina”, i cui testi devono ancora essere decifrati dagli esperti, ma che già ora possono confermarci un quadro di assieme di quel che la Vergine le avrebbe preannunciato. I messaggi sarebbero la parte misticamente più rilevante del vissuto mistico di zia Rosinella.
Ma, ci sono tanti altri episodi che il primo biografo, Gennaro Preziuso, ha magnificamente incartato. Uno di questi. Un giorno era sola vicino al pozzo. Aveva cinque anni e si divertiva a far mucchietti di terra e di sassolini. Ad un tratto le si avvicinò un ragazzo, elegante, bellissimo, dell’apparente età di quindici anni. Lei lo aveva notato anche nei giorni precedenti. Si era fermato a guardarla, appoggiato al muro del teatro “Garibaldi”. Le disse:” Che bella bambina! Cosa fai? Rispose: “ Sto giocando con la terra.” Il ragazzo la sollevò e la mise a sedere sull’orlo del pozzo. Le fece una carezza e riprese:” Come ti chiami?” E la bambina :” Rosinella”! “ No, tu non ti chiami Rosinella.” – corresse il ragazzo- “ Ti chiami Rosa. Tu sei la rosa del mio giardino: Di te, del tuo profumo, mi voglio inebriare”. Con infinita tenerezza le diede un bacio sulla fronte e concluse: “Ci rivediamo”. E scomparve. Il biografo aggiunge che Rosinella saprà successivamente, nel corso di una rivelazione, che quel ragazzo era Gesù. Le era apparso sotto le sembianze di un quindicenne per non impressionarla.
Ancora un episodio spulciato tra i tanti riportati da Preziuso. L’11 novembre del 1926 Rosinella fu incaricata dalla mamma di comperare 5 o 6 metri di tela per confezionare dei pantaloni ai fratelli. Dopo aver pulita la verdura e pelate le patate,nel tardi pomeriggio si recò in un negozio, nella centrale piazza Duomo, con la sua amica Carmela Granieri, a cui era molto legata. Quando rincasò, nell’aprire la porta, vide Gesù accanto al suo lettino. Era vestito di bianco e a piedi nudi. Una luce sfolgorante si sprigionava dalla sua persona. Aveva il volto afflitto e melanconico. Rosinella sentì che le forze le venivano meno. Non l’aveva mai visto così triste. Restò inchiodata, di sasso. Il Redentore del mondo l’invitò ad avvicinarsi: “Entra figlia mia,non aver paura! Sapessi che dolore mi hanno dato ieri al cimitero”. E fece espresso riferimento ai disordini politici nazionali. Poi aggiunse :” Tu, cerca di riparare”: E scomparve. Ovviamente, questi ed altri episodi simili non sono tecnicamente elementi utili per decretare l’eventuale stato di santità della donna. Quello che dovrà essere accertato è l’esercizio eroico delle virtù teologali (fede, speranza e carità), un percorso che vedranno in campo anche le tante testimonianze già acquisite e quelle da raccogliere.
Antonio Di Muro



