“A’ Dàme e ù juke dì mùpe”(La dama è il gioco dei sordomuti) si soleva rammentare, non solo ai giocatori ma anche a chi voleva assistere ad una partita.Questo gioco richiedeva il silenzio assoluto per cui parlare non serviva, bisognava solo pensare. Il gioco della dama dagli anni 30 a agli anni 60 del secolo scorso, vide un vero boom nelle famiglie italiane. La sera o nei giorni festivi ci si riuniva per disputare dei veri piccoli tornei di dama sotto la luce fioca di una lampadina (à furfùttarje). La Dama e' stato giocata per centinaia di anni. Prevalentemente conosciuta col nome "alquerque" nell'antico Egitto, "fierges" o "jeu de dames" in Francia, "draughts" in Inghilterra, "plaisant" in Olanda , per finire col nome di "checkers" in Nord America, la dama per se' e' un gioco molto semplice, si usano dei piccoli dischi piatti (pedine bianche e nere) su una tavola a quadri chiari e scuri in modo alternato (Damiera). E' uno dei giochi preferiti dagli amanti dei giochi da tavolo, e' facile da imparare sia per i bambini che per gli adulti. Nei secoli dall'Egitto del 1400 a.c. fino alla Francia medievale, la tavola da gioco si e' estesa da 5 x 5 quadrati a 8 x 8 quadrati(Dama italiana) e anche le pedine di ogni giocatore sono aumentate a 12. Fu proprio durante questo periodo che la dama venne considerata un gioco da donne, al punto da venir denominato "jeu de dames" che in seguito venne abbreviato a "Dama". Il gioco ha continuato a evolversi nel tempo fino ad arrivare all'Inghilterra del 1800. Il tavolo da gioco e' diventato piu' grande, 10 x 10 quadri( dama internazionale). I quadri chiari e scuri sono rimasti invariati, tuttavia sono diventati 100 con 20 pezzi per ogni giocatore. Per certi versi il gioco della Dama è stato sempre discriminato dall’altro gioco più conosciuto a livello planetario degli scacchi. Nostalgicamente era molto bello vedere come al tavolo da gioco venisse fuori la maestria nella tattica dei due giocatori che attenti fino all’esaperazione, magneticamente attraeavano l’attenzione generale, fino alla mossa finale che decretava l’esito di vincita o parità. Oggi questo gioco è passato nei videogame, dove l’avversario è un computer.
Giuseppe AUFIERO



