Oggi parleremo di un mestiere ,“ ù Zùcare”( Funaio o Cordaio), oramai in disuso e legato direttamente al mondo contadino del trasporto su carretti trainati da cavalli .Questo mestiere nella nostra cittadina rendeva abbastanza bene, in considerazione della mole di lavoro richiesta dal traffico dell’epoca.Oggi per acquistare una fune solida ed affidabile(realizzata con macchine industriali ad Hoc), basta recarsi presso qualsiasi rivendita di ferramenta ,ma una volta, la fune doveva essere realizzata a mano, intrecciando sapientemente , fili di lana di canapa o paglia. U zucare, utilizzava per il suo lavoro d’intreccio una grossa ruota di legno che veniva fatta girare continuamente da un ragazzo. Per la lunghezza delle funi da realizzarsi si necessitava uno spazio molto grande, per cui l’artigiano era costretto a lavorare all’aria aperta. Nei giorni di pioggia o freddo intenso non poteva lavorare. Alla periferia di Lucera, fuori porta Troia, insieme ai vari artigiani ,vi erano due maestri funai, il primo “Maste Luzzille” nell’area antistante al Convento di Santa Maria della Pietà (ex Colonia agricola) e i secondi “I duje Frate Mentana” sotto il muro del Comune in via Vittorio Veneto a ridosso di un altro artigiano”Maste Peppe ù Carrire”. Oltre alla ruota , il funaio utilizzava un pezzo di cuoio bagnato nella mano sinistra per far scorrere man mano che nasceva la nuova fune. Le funi realizzate, a seconda dello spessore e della trama (reti), venivano utilizzate per legare,balle di paglia, sacchi,merce varia. I carrettieri, maggiormente , non si facevano mancare mai di nuove funi,perché il carico del carretto puntualmente trasbordava. Caricare più roba possibile equivaleva a quadagnare qualche lira in più.
Giuseppe AUFIERO



