Il ruolo della donna nel corso dei secoli è stato spesso relegato nell’ombra ,quasi in secondo piano nei confronti dell’uomo. Oggi,meno male che la cultura e l’informazione hanno permesso al mondo femminile di essere se stesse in ogni situazione. Ma ciò, non deve sminuire la figura della donna nei tempi passati. Nella società contadina,la donna costituiva il fulcro dell’economia e dell’equilibrio della famiglia. Essa svolgeva un ruolo fondamentale. Mentre la donna poteva sostituire la manodopera maschile, per cui collaborava fattivamente nei lavori dei campi,nella mietitura e trebbiatura del grano,nella raccolta dell’uva e delle olive, da parte sua l’uomo non poteva mai prendere il posto delle mansioni svolte da sua moglie. Le principali attività, oltre alle faccende domestiche,consistevano nel coltivare l’orticello,raccogliere i frutti,allevare gli animali domestici fino a vendere le uova. La donna non terminava mai la sua giornata,perché quando gli restava qualche misero ritaglio di tempo, si dedicava al ricamo,al rammendo, alla filatura o alla maglia. Tra le faccende domestiche svolte, raccontiamo giusto una di quelle che richiedeva circa una settimana di duro lavoro, il bucato. I panni da lavare si raccoglievano in un grande cesto ( sport’ de panne) e dopo quindici giorni si mettevano a bagno con la soda. Il giorno dopo si cambiava l’acqua e i panni si strofinavano per la prima volta con il sapone. Messi di nuovo a bagno,il giorno dopo s’insaponavano di nuovo. La biancheria veniva ammucchiata in un cofano forato alla base perché scolasse, coperta con un panno che serviva a far filtrare la cenere. La cenere rendeva bianco il bucato, che la mattina dopo veniva risciacquato almeno un paio di volte e steso al sole per asciugarsi. Quanto lavoro hanno svolto le nostre nonne,nel silenzio e nel rispetto,nella felicità semplice quotidiana,con la dedizione totale alla propria famiglia,anche perché l’emancipazione non era avvertita come succede oggi. Per cui mi chiedo, a titolo di pura provocazione, se le nostre donne ,aiutate se non sostituite dalla tecnologia ,vivono almeno uno spicciolo di quella felicità che lasciavano trasparire?
Giuseppe Aufiero


