Questo mestiere tipicamente siciliano fu esercitato nella nostra cittadina dalla fine dell’ottocento fino agli anni ’50 del secolo scorso. Prima dell’avvento delle sale cinematografiche i ragazzini si dilettavano a seguire i teatrini dei pupi. Le strade dove si svolgevano queste rappresentazioni chiamate “l’opere i stràzzùlle” erano in Via Bovio o in Via Cairoli (nei pressi di Piazza Duomo). I titolari di quel teatrino avevano in programma due spettacoli settimanali e la maggioparte delle volte ad assistervi non erano solo i bambini o i ragazzi ma tanta gente adulta. Il puparo, curava lo spettacolo, le sceneggiature, i pupi, e con un timbro di voce particolare riusciva a dare suggestioni alle scene rappresentate. I pupari, pur essendo molto spesso analfabeti, conoscevano a memoria opere come la Chanson de Roland, la Gerusalemme liberata e l'Orlando furioso.Per far sì che questi teatrini si divulgassero, molti valenti artigiani lucerini si dedicarono alla costruzione di questi pupi, tra cui anche il nonno del sottoscritto (conservo ancora un elmo forgiato a mano di un paladino di Francia). Alla costruzione dell’Opera nuova dei Giuseppini del Murialdo a porta Croce (anni 60) molti di questi spettacoli furono ivi rappresentati. Ad ogni rappresentazione si restava letterlmente incollati, coinvolti dai fantastici duelli di Orlando e Rinaldo contro i mori e s’imprecava contro il traditore per antonomasia Gano di Maganza. Molte famiglie di Lucera,veri appassionati delle storie dei paladini o dei reali di Francia ,chiamarono addirittura i loro figli con i nomi dei cavalieri o delle loro dame. L’arte del puparo non si fermava solo alla creazione del pupo con le meccaniche degli snodi per le braccia e le gambe ma si provvedeva a forgiarne l’armatura,si facevano realizzare da valenti sartine i vestiti e si realizzavano i volti con l’utilizzo di colori accesi specialmente per i baffi o le labbra. Oggi, purtroppo, i nostri ragazzi vengono “distratti” dalla tecnologia dei video games.
Giuseppe Aufiero
GURDA LA FOTO



