Uno dei tanti mestieri che se anche tali non erano, ma che contribuano a guadagnare qualche spicciolo in più da non far saltare il proprio pasto quotidiano era quello “dù sangùettare”. La sanguisuga o mignatta (Hirudo medicinalis) fin dall’antichità era utilizzata per i salassi. Quando il medico prescriveva al paziente uno o più salutari salassi, immediatamente si mandava a chiamare “u sanguettare”. Queste ultime erano custodite in un vasetto di vetro.La medicina li usava volentieri come moderata terapia. Ancora oggi in alcuni paesi vengono applicate in medicina popolare, medicina alternativa, per malattie delle vene, tinnitus e altre patologie. Si applicavano da 2 a 10 sanguisughe sul posto indicato (ampiamente descritti in testi galenici antichi e moderni), sfruttando le proprietà anticoagulanti, antinfiammatorie e spasmolitiche dell'irudina iniettata dalla sanguisuga. Dopo aver svolto la loro azione di risucchio del sangue, le sanguisughe venivano soppresse.La maggior parte delle volte erano proprio i barbieri a svolgere questa attività di noleggio delle mignatte dopo che esse venivano conservate in vasi di acqua fresca (che cambiavano ogni due giorni) coperte con le garze all’ombra. Di certo le terapie attuali delle nostre strutture sanitarie non contemplano più l’utilizzo della sanguisuga.
Giuseppe Aufiero
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