Quando si udiva il fischietto del gelataio (u pashkarrelare), la strada si animava festosamente. I bambini si accalcavano a questo carretto munito di ruote e pedali come una bicicletta. Il gelataio dispensava coni con gelato (u pashkarille) ad un gusto o a più gusti. Si passava dal cono a cioccolato, fino a quello al pistacchio o alla fragola o alla crema. Le poveri mamme venivano assediate dai propri figli se non cedevano all’acquisto del gustoso cono, che diminuiva o aumentava al secondo il costo. Specialmente d’estate, quando la caligine e l’afa diventavano insopportabili, questo refrigerio non poteva mancare e più volte il gelataio era costretto a fare rifornimento di gelato ,in quanto quello portato finiva in pochissimo istante. Il gelato non era solo consumato dai bambini,ma specialmente nei giorni festivi ,era gustato dalle varie coppiette di fidanzatini. Per i benestanti ,il gelato maggiormente consumato era la cassata (u spùmone), che si poteva portare a casa o mangiare ad un tavolino con amici o parenti ,possibilmente in piazza duomo. Il carretto del gelato è stato sostituito dai banconi frigo dei bar. Oggi nei ragazzi non c’è più quella fibrillazione per un gelato, nella considerazione che quasi tutti i nostri frigoriferi hanno all’interno una vaschetta di gelato, caso mai acquistata dai venditori su camioncini frigo porta a porta. Resta nei miei ricordi, quando la domenica o le feste di Agosto nostro padre ci portava da “U napulitane” sotto la sveglia della cattedrale, per comprare il gelato da noi preferito(u Mòretto) gelato con copertura di cioccolato fondente. Quanta gioia nel leccare il proprio gelato, esclamando ad alta voce ……quand è saprìte!!!!!
Giuseppe AUFIERO


