Oggi viene chiamata “Granita”, servita in fantasiose confenzioni con cucchiaio e cannuccia o versata al momento in bicchieri di plastica nei vari bar, possibilmente nei gusti e dai colori più accattivanti. Ebbene una volta questo mestiere tipicamente estivo non poteva utilizzare i vari frigoriferi o freezer attuali. La maggiorparte di chi svolgeva questo mestiere lo faceva solo per arrotondare la fragile situazione di cassa familiare. Nella nostra città vi era una “Ghiaccieria” di proprietà della famiglia Strazzella ubicata nei pressi di Porta Troia, l’attuale via Montesanto. Si acquistavano dei grossi pezzi di ghiaccio e con l’aiuto di una grattuggia si procedeva alla produzione “ dà Grattamarianne” (ghiaccio tritato finemente). Per questa operazione era stata costruita appositamente una grossa grattuggia azionata a mano e pensate le povere braccia dopo ore e ore di lavoro. Dopo aver grattuggiato il ghiaccio vi si versava sopra a seconda della richiesta e dei gusti personali dello sciroppo. Lo sciroppo dell’epoca era solo al gusto di limone,arancia menta, amarena e anice. Certo gli attuali gusti tropicali erano solo chimere. Il prezzo di una granita era popolare e a volte bastavano pochi spiccioli per gustare questa deliziosa “frescura”. A differenza di oggi la granita veniva versata in bicchieri di vetro e con cucchiaini di metallo. Non appena il consumatore terminava la sua bevanda, bicchiere e cucchiaino venivano immediatamente immersi in una bagnarola piena d’acqua per lavarli a dispetto di tutte le norme igieniche. Durante le feste d’agosto della nostra Patrona Santa Maria,si potevano incontrare molti venditori di granite (sempre vicino ad una fontana per garantirsi il ricambio d’acqua necessario per il lavaggio sopra descritto) e durante il loro lavoro di grattuggia dicevano, augurandosi grossi guadagni , ” Gràtta gràtta mariànne che kiù gràtte e kiù guàdagne”. La granita diventava un grosso richiamo non solo per gli adulti ma soprattutto per i bambini che venivano attratti dai colori insoliti e esaperavano i propri genitori fino a che non venissero accontentati. Le industrie dolciarie hanno cercato di emulare “à Grattamarianne”con l’avvento sul mercato dei ghiaccioli.
Giuseppe AUFIERO



