L’arte di arrangiarsi è stata da sempre una prerogativa della gente meno fortunata. Chi non aveva un vero e proprio mestiere nelle mani, cercava di guadagnare come poteva, da ciò nacque quest’attività lavorativa prettamente stagionale. U ciammarucare, andava per le campagne limitrofe a raccogliere le lumache specialmente dopo un bel acquazzone, in quanto era molto più semplice trovarle. La vendita delle lumache non era legata al peso ma alla misura, molte volte quest’ultima, rappresentata da un barattolo (u cucce). Mentre il prezzo era diverso per i vari tipi di lumache. Vi erano i ciammaruche (lumache grandi), i munacelle ( lumache grandi di colore verde marrone) e i ciammaruchèlle (lumachine). Le lumache prima di essere lavate e cotte vengono tenute per qualche giorno in una pentola chiusa “ a patià” per permettere l’espulsione totale di eventuali escrementi . Ancora oggi (solo per diletto e non per bisogno), moltissima gente comune, dopo un temporale si addentra tra l’erba per raccogliere le gustosissime lumache (sint a’ mme, va p’ ciammaruchèlle) . le lumache , a Lucera sono solitamente cucinate con queste due ricette:“ i ciammaruchèlle aglje e uglje” e “ i ciammaruchèlle ck’u pemmedore e u diavelille”.
Giuseppe AUFIERO


