Nella società di oggi è consuetudine per tante donne andare dalla parrucchiera per tenere sempre in ordine e alla moda la propria chioma di capelli e per chi opera nel settore, questa professione è altamente remunerativa. Una volta questo mestiere non fruttava molta moneta essendo per la maggior parte delle volte, remunerato solo in natura (farina, grano , olio). A’ Capellere aveva generalmente delle clienti fisse da cui passava generalmente una volta a settimana, tranne per i matrimoni ,dove veniva chiamata a pettinare i capelli della novella sposa. Questa professionista (per effettivo bisogno) del capello utilizzava solo vari tipi di pettini (Pèttene, pettenesine, scaténe, spatèlle, ferrètte) e le forbici per creare delle pettinature artistiche come “ù tuppe” o “à trezze”. Al contrario, oggi, oltre ai pettini e alle forbici vi sono spazzole,asciugacapelli professionali, piastre,riccia capelli insieme a tante lozioni, gel,balsami, ,tinte e shampoo. Oggi I capelli tagliati , vengono buttati a differenza di prima, che restavano di proprietà della cliente stessa che provvedeva a recuperarli e venderli in cambio di piccoli oggetti casalinghi. La clientela di una volta era composta maggiormente dalle donne nobili (ì signòre) perché la restante parte di donne erano contadine o casalinghe che provvedevano tra di loro. Quando le pulci infestavano la testa, si provvedeva alla classica rasatura( ù melòne) e con il petrolio e “à pettenesse” si schiacciavano le uova “ì lìnne”delle stesse pulci. L’acqua corrente, l’igiene e i nuovi prodotti hanno permesso a queste professioniste del capello di espletare la loro arte in veri e propri locali di lusso “Les coiffeurs pour dames”.
Giuseppe Aufiero



