Non certo fu solo una collana a far passare di lama il reale collo della Regina di Francia Maria Antonietta d’Asburgo-Lorena, moglie del Re Luigi XVI° Borbone, il 16 ottobre del 1793 a Parigi. Ma, per tre pesanti accuse ben ingegnate, la prima per aver dilapidato il tesoro nazionale con sprechi inutili (tra cui la collana), la seconda per i suoi rapporti e la sua corrispondenza segreta con il nemico (l'Austria e i filomonarchici) e l’ultima per cospirazione contro la sicurezza nazionale ed estera dello Stato. La regina, come prima era accaduto al suo consorte defunto ( + 21 gennaio 1793) Luigi XVI° ,veniva accusata e processata per alto tradimento con condanna alla pena capitale in Place de la Revolution, sede fissa della ghigliottina e del suo boia. Nel 1785 la regina, decise di mettere in scena la famosa commedia” Il barbiere di Siviglia “di Beaumarchais. Il 12 luglio, durante le prove, il gioielliere di corte Monsieur Boehmer, le mandò un biglietto in cui la ringraziava per aver comprato una collana del valore di 1.600.000 livres, pari a circa 500 grammi di oro e svariatissimi diamanti, inoltre le ricordava l'approssimarsi della scadenza della prima rata del pagamento dilazionato richiesto. Maria Antonietta, che non comprese cosa volesse dire quel biglietto, pensò che fosse inutile e lo bruciò.La verità venne alla luce poco dopo. Il gioielliere era convinto di aver venduto alla regina una collana di diamanti, con il cardinale di Rohan in veste di garante. Il 15 agosto Rohan fu interrogato sulla vicenda di fronte al re e alla regina e arrestato davanti ai cortigiani nella Galleria degli Specchi. Alcuni giorni dopo venne rinchiuso alla Bastiglia. Dalle indagini fatte svolgere dalla corona, risultò che il cardinale era stato ingannato dalla contessa Jeanne de La Motte-Valois, spacciatosi amica intima della regina. Questa venne immediatamente arrestata e condotta alla Bastiglia. La contessa de La Motte- Valois, era riuscita a far comprare al cardinale la collana a seguito di una fantomatica lettera di acquisto firmata dalla Regina, ma che di fatto era poi finita in suo possesso. La collana, smontata in più pezzi, fu venduta a Londra dal marito della contessa.Il 25 agosto Maria Antonietta volle che tutta la faccenda fosse giudicata pubblicamente per dimostrare al popolo e ai nobili la sua completa estraneità e innocenza. Il processo durò circa 10 mesi , sino al 31 maggio 1786. Il cardinale Rohan, pur essendo riconosciuto colpevole di lesa maestà, venne assolto . La contessa de La Motte, invece, fu condannata ad essere fustigata e marchiata a fuoco sulla spalla pubblicamente con la lettera “V” (Voleuse – Ladra) e ad essere rinchiusa a vita nel carcere della Salpêtrière. L'assoluzione di Rohan non fu gradita dalla corte di Versailles e il re esiliò il cardinale. Maria Antonietta, profondamente scossa, si rese conto di quale immagine avesse di lei l'opinione pubblica, di donna perfida, dilapidatrice delle casse dello Stato, manipolatrice del sovrano e fedigrafa ,per soddisfare i suoi istinti lussuriosi. D’allora la regina per evitare già l’evidente ostilità popolare ridusse le sue spese e adottò un abbigliamento più sobrio . Però lo scandalo , aveva già minato la sua figura agli occhi del popolo, che giorno dopo giorno era vittima solo della miseria e degli stenti della fame. Molti autori della letteratura tra cui Dumas, Gervaso, Craveri hanno raccontato e romanzato questo “Losco Affare”. Pensate onestamente che sia cambiato qualcosa ?
Giuseppe AUFIERO


