Con decreto del Presidente della Repubblica Luigi Einaudi del 31 dicembre del 1951 si autorizzava la coniazione di una nuova moneta spicciola da 10 Lire in sostituzione della più famosa 10 lire (Pegaso al diritto e Ramo d’ulivo al rovescio). Sempre nell’ottica che l’Italia ,nata dalle ceneri della II guerra mondiale, aveva come base un economia prettamente agricola si decise di coniare il nuovo spicciolo con al diritto l’aratro e al rovescio due spighe di grano. Il modello fu di Giuseppe Romagnoli con l’incisore Pietro Giampaoli. La moneta in metallo Italma ( lega alluminio ,magnesio e manganese) ha un diametro di 23,3 mm e un peso di 1,6 grammi con contorno liscio. Nel 1952 si procedette come era d’uso, alla coniazione di un numero di pezzi imprecisati con la dicitura” PROVA “ posta nel diritto a destra a fianco dell’aratro, con millesimo 1951, che hanno una quotazione di mercato, se integri e periziati ,abbastanza elevata. Sempre con lo stesso millesimo (1951) furono coniati e messi in circolazione altri 96.600.000 di pezzi. Furono coniati ininterrottamente dal 1951 al 1999, tranne per gli anni dal 1957 al 1964 (per poter smaltire le ingenti scorte giacenti nei caveau della Zecca di Roma). In tutto sul mercato circolante, sono stati immessi oltre un miliardo e cinquecentomila esemplari. La quotazione di mercato è irrilevante tranne per gli anni 1965/1966 (pochi pezzi coniati) e del 1991 che presenta il rovescio capovolto, che possono vantare qualche cosa in più . All’ingresso dell’Euro,buona parte di questa monetina è stata tesaurizzata da moltissimi italiani ,sempre più nostalgici della nostra vecchia e cara Lira.
Giuseppe AUFIERO




