Il 9 giugno 1859, Luisa Maria di Borbone, vedova di Carlo III° di Parma, duchessa reggente di Parma e Piacenza, ed il figlio undicenne, il Duca Roberto I°, furono deposti e costretti ad abbandonare il Ducato, rovesciati dai moti rivoluzioniari. Il 15 settembre 1859 viene dichiarata decaduta la dinastia borbonica e Parma entra a far parte delle province dell'Emilia, con l’instaurazione del Governo Provvisorio e l’insediamentoa capo di Luigi Carlo Farini. Il 5 marzo del 1860 il ducato passò tramite referendum plebiscitario al Regno di Sardegna.La fine del ducato per molti anni causò un forte declino demografico dovuto dalla chiusura dell’apparato statale amministrativo e dalla corte ducale. Il cambiamento di sistema provocò la perdita di molte attività economiche causando un conseguente decadimento sociale ed economico. In sostituzione dei francobolli ducali ,il 27 agosto del 1859 veniva emessa una serie di cinque francobolli non dentellati del tipo segnatasse per i giornali ( in vigore negli anni 1853/1857) per il Governo provvisorio degli “Stati Parmensi” in vista dell’annessione al novello Regno d’Italia con stampa a colori su carta bianca a macchina. I valori dei francobolli , in un ottagono a linee curve, era così distinto: 5 centesimi di colore verde (tiratura 37.200 pz),10 centesimi di colore bruno(tiratura 49.200 pz),20 centesimi di colore azzurro(tiratura 91.200 pz),40 centesimi di colore rosso vermiglio(tiratura di 15.600 pz) e il famosissimo 80 centesimi di colore bistro oliva (quotato annullato intorno ai 350.000,oo euro solo per la limitatissima tiratura di 2.400 pezzi). Per l’80 centesimi si conoscono solo 5 esemplari sciolti e uno solo su busta.La serie senza filigrana è stata stampata dalla storica tipografia di Stefano Rossi-Ubaldi di Parma in fogli da 60 esemplari con una dimensione di 18 x 21 mm su disegno di Donnino Bentelli. Con il valore dell’ottanta centesimi tocchiamo il top delle valutazioni degli esemplari degli antichi stati visto che ha circolato solo per sei mesi . Va sottolineato che questa serietta è oggetto di molteplici falsificazioni.
Giuseppe AUFIERO



