Il 18 settembre 2017 con D.M. n. 6625 del 27.01.2017, in occasione del 50° anniversario della scomparsa del grande Antonio de Curtis consegnato alla storia come “ TOTO’”, il Poligrafico e Zecca dello stato di Roma ha coniato una moneta bimetallica fior di conio dal valore facciale da €. 5,00 dal diametro 27,50 mm, peso 9,52 grammi su bozzetto di Uliana Pernazza. La tiratura complessiva è di 15.000 esemplari, costo unitario €.15,00.La moneta al rovescio mostra elementi cinematografici con al centro la caratteristica “mossa” delle mani del comico; in alto, “5 EURO”; nel campo di sinistra, la firma autografa di Totò; nel campo di destra, “R” identificativo della Zecca di Roma; in basso, “1967” e “2017”, rispettivamente anno della scomparsa di Totò e anno di emissione della moneta. Al diritto troviamo l’attore Antonio de Curtis, in arte Totò, in una tipica maschera teatrale, ritratto ispirato a una foto di Guy Bourdin presso Louise Alexander Gallery; nel campo di destra, il nome dell’autore “U. PERNAZZA”; nel giro, REPUBBLICA ITALIANA. Antonio de Curtis se ne va alle 3 di notte del 15 aprile 1967, nell'ora in cui solitamente andava a dormire. Il cuore lo tradisce a 69 anni da poco compiuti. È in casa e ha Franca Faldini accanto. Pochi giorni prima, in un'intervista, con un soprassalto di malinconia napoletana, aveva dichiarato: «Chiudo in fallimento. Nessuno mi ricorderà». Mai una profezia fu tanto falsa. Sulla bara una mano anonima depone la bombetta dell'esordio e un garofano rosso. Riposa nella sua Napoli. Aveva detto: «Vorrei morire a Napoli, mentre scrivo una canzone o in palcoscenico». Grande attore dell'eccesso, Arlecchino del Novecento, teatrante istintivo dall'inventiva estemporanea, Totò, con la sua faccia dolceamara da malcapitato, è un delizioso principe sulla scena e nella vita. Capace di coniugare perfettamente il teatro popolare e il cinema d’autore, Totò, alla stregua dei più grandi comici come Charlie Chaplin con il suo Charlot, ha creato una vera e propria “maschera” caratterizzata da una comicità originale, irresistibile, irriverente e malinconica che trova le sue origini nella grande tradizione della commedia dell’arte. Grazie Principe di essere nato e di averci lasciato capolavori che hanno fatto , fanno e faranno ridere intere generazioni.
Giuseppe AUFIERO




