La neonata Repubblica Italiana, in sostituzione della vecchia monetazione circolante dei Savoia (Regno D’Italia),con Decreto n. 298 del Presidente Provvisorio dello Stato Enrico De Nicola il 06 settembre del 1946 autorizzava le officine dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato di Roma a coniare la prima serie monetale con i nuovi valori da 1,2,5,10 lire. I nuovi spiccioli (metallo Italma) nascono dal modello di Giuseppe Romagnoli e dall’incisione di Pietro Giampaoli. La 10 lire porta al diritto il cavallo alato Pegaso e al rovescio un ramo di ulivo. Il diametro di questa moneta è di 29 mm e il suo peso di 3 grammi. La prima serie del 1946 è composta da 60 pezzi con l’aggiunta della dicitura “Prova” e 101.000 pezzi normali . Questa moneta fu coniata dal 1946 al 1950, anzi per un mero errore iniziale per poter coniare gli anni 1947/1948/1949/1950 si dovette procedere a emettere un decreto ad hoc per variare solo la data, in quanto sul decreto costitutivo del 6/9/1946 era contemplato solo l’anno 1946. Questo spicciolo è stato abbastanza amato dai nostri nonni tanto che al momento che furono dichiarati fuori corso, ben 14.162.890 pezzi non rientrarono,tesaurizzati ,un po’ per il loro valore e un po’ per conservare un pezzo di storia nazionale repubblicana. Le monete a volte riescono a rappresentare momenti speciali vissuti della nostra vita. La quotazione di mercato è molto alta per il 1946 e sostenuta per il 1947,mentre per il 1948/49/50 è modestissima. Si richiama l’attenzione ai molteplici falsi in circolazione specialmente per le “Prova 1946”.
Giuseppe Aufiero
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