Quando il tornado della crisi spazza via le borse internazionali , bruciando di colpo miliardi e miliardi di valuta e di risparmi di una vita e mandando da un giorno all’altro sul lastrico migliaia di aziende con tutto il loro personale, viene a galla la cruda realtà dell’equilibrio instabile dell’economia mondiale. Le varie crisi da quella famosa di Wall Street del 1929 fino all’ultima del 2008 con il crack di molte banche americane tra cui la famosa Lehman Brothers, hanno evidenziato la sola vocazione speculativa e non garantista del risparmio. Eppure l’inizio del sistema bancario americano , nato con altre finalità, viene proprio dal fondatore della Bank of America già Bank of Italy,noto come il più grande banchiere italo americano del mondo Amedeo Peter Giannini. Giannini nacque in California il 6 maggio 1870, in quanto la madre era già incinta partendo da Genova. All’età di 8 anni perse il padre Luigi durante una rissa per cui la madre per poter andare avanti dovette sposare in seconde nozze nel 1882 Lorenzo Scatena. Dal patrigno imparò il rispetto per le persone umili e i lavoratori.Dopo gli studi nel 1902 sposò Clorinda Flores Cuneo e nel 1904 per le sue indiscussi capacità diventò Direttore della Banca Columbus saving & Loan. Durante la sua direzione, molte volte dovette rammaricarsi dei tassi d’interesse praticati e che dovevano pagare gli emigrati italiani per mandare i propri risparmi racimolati, frutto di privazioni e sacrifici, alle loro famiglie. Fu questa la molla che portò Giannini , nel 1906 a fondare la Bank of Italy con un sistema diverso,economico e funzionale. Ma fu il terremoto del 18 aprile del 1906 (distrusse la città San Francisco) che decretò il suo successo, riuscì a dare soldi a tutti coloro che avevano perso la casa con la garanzia della restituzione del prestito con una stretta di mano o l’appunto su un foglio firmato con una croce (la maggior parte erano analfabeti). La sua banca divenne non un istituzione lucrativa, ma un cuore che pulsava ed aiutava chi aveva bisogno. Certo non tutti potettero rimborsare quanto ricevuto ma fecero in modo che la maggior parte dei risparmi convogliassero nelle casse della sua banca. Anche un certo signor Charlie Chaplin che diverrà famoso come “Charlot” dovette a Giannini il finanziamento del suo film “ il Monello” nel 1922. Non ultimo, Walt Disney che per la nascita del suo film “Biancaneve e i sette nani”,attinse il denaro necessario dalle casse della Banca di Giannini. L’attività filantropica della Banca spaziava in tutti i campi fino ai finanziamenti dati all’Università della California per la ricerca sull’agricoltura. Dopo varie acquisizioni societarie e la nazionalizzazione, nel 1930 la Bank of Italy assume il nome di “Bank of America”. Nel 1945 la banca finanziò gli aiuti agli emigranti italiani rinchiusi nei campi di internamento,oltre al finanziamento del famoso piano Marshall (piani di aiuti per la ripresa dell’Europa dall’ecatombe della seconda guerra mondiale). Nel 1949, Giannini annuncia, che per il numero degli sportelli presenti sul territorio nazionale ed internazionale e per la mole impressionante di denaro che gestisce,essa è diventata la più grande banca del mondo. Nello stesso anno all’età di 79 anni , quel ragazzo figlio di una giovane coppia di sposini partiti da Favale di Malgaro,un piccolo borgo dell’entroterra ligure, lasciava per sempre questa terra. Gli chiedevano spesso quale era stata la certezza della garanzia di restituzione di quanto dato ai lavoratori di San Francisco, ed egli replicava… i calli delle loro mani. L’amministrazione postale americana lo ha voluto ricordare con l’emissione di un francobollo da 21 cents, dentellato di colore verde acqua emesso il 27 giugno 1973 a San Mateo in California della serie “uomini famosi”.
Giuseppe Aufiero
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