L’odore nauseabondo che ho subito qualche giorno fa, per due sere di seguito, non è stata certamente un’illusione, ne per me ne per le diverse centinaia di persone del mio quartiere che hanno in fretta e furia socchiuso porte e finestre per evitare l’invasione male odorante, tollerando addirittura l’afa stagnante.
Il sig. Montagano non può pensare di diventare vittima dichiarando di subire un accanimento nei confronti della propria azienda: la vittima è la popolazione lucerina.
Bene fanno i concittadini, singolarmente o riuniti in comitati spontanei, a lamentarsi e a chiedere che si intervenga per eliminare o limitare fortemente gli episodi.
Anche le paventate minacce di cessazione dell’attività non depongono a suo favore perché nessuno, fino a prova contraria, ha chiesto la chiusura dell’azienda.
Comunque va detto che ciò che sta accadendo è il risultato di una cattiva gestione del territorio e delle sue risorse frutto di una errata programmazione, superficiale se non addirittura assente.
Stessa situazione che si sta verificando nella pianificazione strategica di Area Vasta.
Ti viene da chiedere quali sono stati i motivi per i quali a Lucera si è autorizzata la realizzazione di un simile impianto: non mi pare che nel nostro Comune ci sia una forte vocazione zootecnica tale da giustificare l’attività di recupero dei liquami di stalla.
Tant’è……corriamo quanto meno al riparo.
Se veramente lo sviluppo locale deve basarsi sul turismo e la fruizione del paesaggio, dei beni culturali e monumentali non possiamo permetterci errori di questo genere. L’insediamento di attività industriali deve avvenire sulla base di una programmazione ben precisa che tenga conto della compatibilità economica, sociale e ambientale. Senza subire brutture in cambio della crescita o della salvaguardia occupazionale.
Tutto ciò premesso, in questi giorni mi sono preoccupato di ricercare soluzioni al problema e ho trovato una tecnologia chiamata “valorizzazione delle biomasse zootecniche a ciclo chiuso” che utilizza i liquami di stalla per la produzione di energia elettrica, senza rilasciare cattivo odore nell’aria.
Penso che sia una tecnica industriale applicabile e inseribile nel ciclo di produzione della Ecoagrimm.
Se la mia proposta trovasse puntuale applicazione, come spero che sia, avremo trovato la soluzione al problema con la salvaguardia dell’azienda e di tutta la cittadinanza.
Addirittura l’azienda potrebbe incrementare, stante l’attuale regime produttivo, i propri ricavi aggiungendo agli attuali quelli provenienti dai contributi pubblici e dalla vendita di energia prodotta.
Si potrebbe immaginare addirittura di incrementare il livello occupazionale.
Di conseguenza rivolgo formale invito alle parti in causa per istituire un tavolo di lavoro per verificare la fattibilità di tale operazione sempre che la Ecoagrimm abbia la volontà di affrontare seriamente il problema.
Lucera, lì 28 luglio 2010
Pietro Scioscia – Consigliere Comunale Indipendente.


