Il merito va a Dante Alighieri, che nella “Divina Commedia” e precisamente nel V canto dell’Inferno nel cerchio dei lussuriosi, rende immortale( come la sua opera) questa storia di amanti e adulteri. La città di Rimini nel 1275,era capeggiata da due fazioni i “Polenta” e i “Malatesta”, che dopo svariate vicende e scontri , decisero di suggellare i loro accordi con il matrimonio tra la giovanissima”Francesca Polenta” e l’anziano storpio “Gianciotto Malatesta”. Nel passato, come pure ai tempi d’oggi e sicuramente con modalità diverse,era abbastanza diffuso stabilire il “Matrimonio a tavolino”, addirittura fra lattanti, per suggellare o continuare una casta. La storia scivola da sé, perché il fratello minore di Gianciotto ”Paolo Malatesta”, procuratore del fratello , dando ad intendere che era lui lo sposo,fece celebrare il matrimonio. Però come al solito, il diavolo fa le pentole e non i coperchi, per cui tra i due giovani,nacque un amore passionale e travolgente, che scoperto, sfociò nel duplice omicidio degli amanti da parte del Gianciotto stesso (uxoricida e fratricida) forse nel castello di Gradara(vedi foto in calce) . L’Amore, da sentimento puro, diventa” Lussuria” e per tale ragione diventa peccaminoso. Storicamente, i personaggi sono esistiti, ma la storia raccontata dal “Sommo Poeta “non è suffragata da documenti, anzi si presenta abbastanza romanzata.
Giuseppe AUFIERO


