Con riferimento al contenuto di una “lettera aperta” sottoscritta da una serie di forze politiche e sindacali e pubblicata su diverse testate giornalistiche, l’Amministrazione Comunale di Lucera ritiene doveroso procedere ad alcuni chiarimenti.
Spiace dover constatare, che ogni qual volta l’Amministrazione affronti con determinazione e fermezza problematiche rilevanti e che mai nessuno, prima d’ora, aveva inteso affrontare, ecco che immediatamente si verifica l’insorgere di forze politiche di opposizione aventi quale unico ed evidente scopo quello di strumentalizzare a proprio vantaggio l’esito finale, qualunque esso sia: l’arte, per così dire, del “mettere le mani avanti”, secondo un canovaccio prestabilito e ormai consolidato.
Tale canovaccio si è già verificato in occasione di importanti decisioni intraprese da questa Amministrazione per risolvere altre notevoli questioni, risalenti a svariati anni precedenti e che impedivano lo sviluppo e l’attuazione di importanti progetti, quali, l’attuazione del Contratto di Quartiere II°, l’approvazione delle convenzioni degli impianti eolici, l’attuazione di importanti delibere dirette al risanamento finanziario mai precedentemente eseguite.
Ora anche nella fattispecie, la cosiddetta vertenza Sacco, si sta verificando la stessa ed identica situazione!
Infatti, nel caso di esito negativo di tale vertenza accuseranno questa Amministrazione (nella migliore delle ipotesi) di inerzia e di inefficienza, mentre, in caso di esito positivo, reclameranno il merito di aver pungolato l’Amministrazione.
Entrando più direttamente nell’ambito di tale vertenza, è, innanzitutto, il caso di evidenziare il merito di questa Amministrazione consistente nell’essersi attivata, con ferma determinazione ed alto senso di responsabilità, per accelerare la fissazione dell’udienza prima che intervenisse la sentenza relativa al giudizio di esecuzione (pignoramento presso la Tesoreria Comunale della somma di €.7.500.000,00) tuttora pendente dinanzi al Tribunale di Lucera.
E’ doveroso ricordare (a chi non ha memoria o finge di non sapere) che il ricorso in Cassazione è stato depositato nel lontano 2006 e che da allora, nonostante la ben nota pendenza di un pignoramento di ingenti somme presso la Tesoreria Comunale, mai nessuno (compresa la precedente Amministrazione di centro-sinistra composta dai partiti e sigle sottoscrittori di tale lettera aperta) ha “spinto” nella direzione di accelerarne il processo onde evitare le negative ripercussioni sul bilancio comunale che il processo di esecuzione dinanzi al Tribunale di Lucera avrebbe sicuramente comportato.
Ci stupisce l’atteggiamento di quelle forze politiche che hanno precedentemente amministrato la nostra città e che sono state attrici nel compiere gli atti amministrativi che hanno, poi, provocato la vertenza Sacco e ci stupisce ancora di più la loro strumentale e populistica preoccupazione!
Dal 1978, anno dell’occupazione del suolo, ad oggi cosa hanno mai proposto? Perché solo oggi di fronte ad una fissazione del giudizio in Cassazione, richiesta e voluta da questa Amministrazione, si sono svegliate le loro coscienze? E i sindacati quale ruolo hanno mai avuto in tutta questa questione? Perché solo oggi si fanno vivi?
Quanto al resto del contenuto della lettera, si ritiene opportuno effettuare alcune precisazioni.
In merito all’interrogativo sollevato a proposito dell’ “… utile e corretta difesa delle proprie ragioni…”, ribadendo quanto già detto in precedenza sul merito di questa Amministrazione nell’aver affrontato responsabilmente e “di petto” la questione, non si comprende cosa si voglia intendere con tale interrogativo; cos’altro avrebbe dovuto fare questa Amministrazione ? Forse tentare di corrompere i magistrati della Suprema Corte ?
Quanto al presunto silenzio della classe dirigente e agli atteggiamenti di velato risentimento, davvero non si comprende il senso di tali affermazioni; risentimento nei confronti di chi ? degli scriventi ? della città ? dei cittadini ?
Fa piacere sapere, poi, che questa Amministrazione non è l’unica ad amare la città e siamo sempre pronti a ricevere tutte le critiche, anche quelle che possono apparire come maldicenze, dileggio o strumento di lotta politica, rivendicando, però, il diritto-dovere di dissentire rispetto alle stesse.
In merito a quanto esposto a proposito del dott. Madonna, innanzitutto occorre evidenziare che questa Amministrazione conosce con dovizia di particolari quanto lo stesso scrisse all’epoca del suo congedo dalle funzioni di Commissario straordinario ed è ben consapevole che un eventuale esito negativo del giudizio comporterebbe pesanti ripercussioni sul bilancio comunale, ma proprio per tale malaugurata ipotesi, l’Amministrazione ha già provveduto a predisporre tutti gli atti necessari per far fronte a tale evenienza e a scongiurare il dissesto finanziario tanto paventato.
E’, inoltre, opportuno precisare che tali criticità finanziarie, così come evidenziate dal dott. Madonna, sono state provocate non certamente dall’attuale Amministrazione, ma da altre precedenti di centro-sinistra, tra le quali sono da annoverare forze politiche che oggi hanno sottoscritto la lettera aperta in questione.
Probabilmente, coloro i quali oggi si ergono a sostenitori del bene comune, magari ieri, nei fatti, hanno provocato quello che la città sta vivendo.
Assolutamente ridicole e fuorvianti appaiono le altre accuse riportate nella lettera.
Ci si riferisce, ovviamente, alle questioni legate all’Archivio di Stato, all’ENEL, all’Acquedotto Pugliese, all’Agenzia delle Entrate ed, infine, al Presidio Ospedaliero.
Ridicole perché come altrimenti potrebbero essere definite accuse mosse da forze politiche quali PD, SEL, Rifondazione, Partito Socialista, IDV, Lista Tutolo, relative alla agonia dell’Ospedale lucerino, atteso che le stesse fanno parte integrante della maggioranza di governo della Regione Puglia, unica competente in materia sanitaria ?
Soltanto questo aspetto basterebbe a dare, a modesto avviso di questa Amministrazione, il senso e la misura di quanto tale lettera aperta sia strumentale, faziosa, priva di fondamento e che la stessa, lungi dall’essere ispirata dal tanto decantato amore per la città, è invece, dettata esclusivamente dal tentativo tanto insensato e irresponsabile quanto grave di avere un vantaggio politico dalla questione.
Bella e suggestiva appare, poi, l’affermazione secondo la quale “…c’è in giro un’interpretazione del bene comune nell’agire politico-amministrativo ed una autoreferenzialità che diffondono l’idea che tutto va bene anche quando è palese uno stato d’animo rinunciatario, un’anestesia di spiriti liberi incapaci di slanci per raggiungere obiettivi concreti e soddisfacenti”.
Che dire ? Poeticamente efficace, ma politicamente insignificante; si vuol criticare l’operato di tale Amministrazione ? Che ben venga, poiché può soltanto essere d’aiuto e di pungolo.
Ma la critica, innanzitutto, deve essere specifica, cioè avere ad oggetto fatti concreti sui quali, attraverso proposte, lavorare magari anche insieme.
Ma quali sono, prima ancora che le proposte, le critiche su fatti concreti ?
Sono forse quelle inerenti l’Archivio di Stato, l’Acquedotto, l’ENEL, l’Ospedale ecc. ?
Ebbene, questa Amministrazione non può certamente risolvere queste problematiche che sono sia vecchie di svariati anni sia di competenza di altri Enti.
Quanto alla proposta di una “task force”, questa Amministrazione auspica vivamente che vi possano essere uomini e donne fortemente motivati, svincolati da obsolete ideologie e pronti a risvegliare le coscienze sopite; anzi, nella convinzione che tali persone vi siano per davvero, invita le stesse a presentare proposte concrete che possano aiutare a contrastare quella “….realtà che si prefigura ancora più amara di quella presente…”.
Difficile, tuttavia, pensare che tali persone possano essere presenti tra i soggetti firmatari di tale lettera aperta.
In merito alla questione del disinteresse personale, questa Amministrazione ritiene tale appello tanto scontato quanto per ciò stesso condivisibile.
Altrettanto condivisibile, infine, è l’auspicio che la decisione della Corte di Cassazione possa non solo e non tanto decidere secondo equità (principio, questo, che almeno formalmente, è stato già richiamato anche dai giudici dei gradi precedenti), quanto piuttosto che possa emettere una decisione che appaia equa, tanto nei confronti dei privati, che delle istituzioni pubbliche.
lì 12 gennaio 2011
L’Amministrazione Comunale di Lucera


