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LUCERA, L'AVV. GIOVANNI TUCCI SI DIMETTE DA PORTAVOCE DEL PDL

 

La politica italiana ha vissuto in questi ultimi mesi una stagione di grandi cambiamenti che hanno portato ad un totale stravolgimento negli equilibri nazionali.

Il discorso di Gianfranco Fini a Mirabello ha di fatto sancito una scissione all'interno del Popolo della Libertà, con la fuoriuscita di un consistente numero di parlamentari e di amministratori locali da quest'ultimo e la conseguente creazione di gruppi politici autonomi.

I motivi che hanno posto, a mio avviso, la parola fine al PdL quale grande partito unico del centro-destra, così come delineati dal Presidente della Camera, non possono essere che del tutto condivisi anche da me che, fin dalla cosiddetta “fusione fredda” del 2008, avevo più volte mostrato scetticismo in un progetto avrebbe dovuto far coesistere due anime profondamente diverse all'interno dello stesso partito. Pur essendomi allineato per coerenza e “disciplina di partito” e nonostante abbia apportato il mio modesto contributo in termini di impegno e collaborazione nella creazione e nella successiva affermazione del Popolo della Libertà, dapprima come vice-presidente cittadino di Alleanza Nazionale alle elezioni provinciali del 2008, che hanno portato Lucera ad avere una rappresentanza in Consiglio Provinciale dopo oltre vent'anni e, successivamente, nel 2009  alle elezioni comunali, nel corso delle quali ho rivestito la carica di coordinatore cittadino del PdL e che hanno visto quest'ultimo raggiungere un consenso plebiscitario con oltre il 30% delle preferenze conseguite nella competizione amministrativa, dato al quale si aggiunge quello della contemporanea competizione elettorale per il parlamento europeo, che ha visto il partito conseguire oltre il 50% delle preferenze totali espresse.

Ovviamente tale risultato è stato frutto dell'impegno dei tanti che, come me, credevano che il più grande partito italiano del dopoguerra si sarebbe dovuto dotare, prima o poi, di regole che ne consentissero, oltre che una buona gestione delle dinamiche interne che inevitabilmente si creano in qualsiasi aggregazione politica, anche una prospettiva più ampia e lungimirante che permettesse al partito stesso di sopravvivere al proprio leader.

Tutto questo, purtroppo, non si è realizzato e gli esempi che sono sotto i nostri occhi non fanno che confermare tale assunto: il partito è stato ed è tuttora gestito secondo criteri verticistici che non lasciano spazio alcuno non solo a qualsiasi dissenso interno, ma anche a qualsivoglia istanza od opinione che possa provenire dalla base.

Il PdL continua a “non” essere gestito dai vertici provinciali e regionali, che lasciano che sul territorio i vari “ras” locali si ritaglino la propria fetta di clientele e referenze, senza la minima volontà, ma soprattutto capacità, di gestire un grande partito.

Sono ancora vivi nella memoria i nefasti interventi dei vertici del PdL nella nostra città, dapprima   sulla nomina del candidato sindaco della coalizione di centro-destra, protrattasi per oltre un mese in un continuo stillicidio di tensioni e che non ha fatto altro che creare un clima molto poco sereno ed amichevole all'interno del partito, clima esasperato anche da una lista del PdL che ha preso forma con inserimenti “coatti” di nominativi che hanno di fatto portato alla difficile coesistenza nel PdL lucerino di anime profondamente diverse tra loro -spesso addirittura in aperto contrasto- e che ha poi consentito alla nostra città di salire agli onori della cronaca come il paese nel quale il Sindaco neo-eletto è stato costretto a dimettersi al primo consiglio comunale, proprio in virtù di dissensi all'interno del suo stesso partito!!! Tutto ciò in funzione del rispetto di presunti “equilibri” che, in realtà, di politico hanno veramente poco.

Ma “il pesce puzza dalla testa” ed a tutto ciò si deve aggiungere una completa mancanza al vertice di contenuti politici, obiettivi e programmazione che hanno portato il partito ad appiattirsi su posizioni attendiste rispetto alla politica del “ghe pensi mi'” che consiste unicamente nel prendere decisioni su temi rilevanti unicamente quando l'opinione pubblica lo richieda, per esempio alla luce di gravi episodi di cronaca, o quando siano i vertici stessi del partito a ritenerlo opportuno.

Ed è in tale scenario che è maturata la mia decisione di aderire a Generazione Italia, associazione che per prima si è fatta promotrice sul territorio di quel nuovo progetto politico che è “Futuro e Libertà per L'Italia”, il nuovo soggetto politico che nasce dalle ceneri di un progetto abortito sul nascere: quello di un partito “serio” e strutturato che funga da reale contenitore per tutti coloro che si riconoscono nel centro-destra ma che per definirsi tali non devono necessariamente essere allineati ad un non-pensiero di orwelliana memoria. E' proprio in quest'ottica che Futuro e Libertà si  si propone come reale alternativa ad un partito  mediatico – il PdL-, ricco di slogan e proclami ma estremamente povero di contenuti e di idee e dove la dialettica interna è vista come momento fondamentale di dibattito e confronto e non come lesa maestà.

Ritengo non sia insensato, infatti, chiedere di poter usufruire di strumenti di democrazia e partecipazione per tutti coloro i quali intendano vivere la loro passione per la politica in maniera sana e costruttiva, dove la carica istituzionale ricoperta sia solo motivo di orgoglio nei confronti della cittadinanza e del gruppo umano che si arappresenta e non l'unico lasciapassare per essere perlomeno ascoltati nelle “stanze dei bottoni” (o presunte tali) foggiane, baresi o romane.

Ho, quindi, ritenuto doveroso presentare le mie dimissioni da portavoce del PdL  lucerino, carica che recentemente mi era stata affidata dai coordinatori cittadini pro-tempore Pasquale Dotoli ed Antonio Pitocco.

A costoro, ai quali va la mia completa stima ed amicizia oltre che un profondo ringraziamento per la fiducia accordatami, ed a tutto il gruppo consiliare del Popolo della mia Libertà va il mio augurio di buon lavoro offrendo sin d'ora la mia piena collaborazione, per tutte le future iniziative politiche che  la maggioranza di Palazzo Mozzagruno vorrà intraprendere che consentano alla nostra città non soltanto di ritrovare la via di uno sviluppo economico e sociale da molti visto come un lontano miraggio, ma consentano, altresì, alla nostra Lucera di ritrovare il suo ruolo centrale nell'ambito del nostro territorio che, per troppo tempo, una politica miope e mediocre le ha ingiustamente negato.

                                                                                                          Avv. Giovanni Tucci

                                                                                                         

 

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Luceranet.it, un nuovo sito ed un nuovo quotidiano per la città di Lucera, ma il cui sguardo andrà anche al di là della Capitanata. Cronaca Politica Sport e Curiosità, questi sono alcuni degli ingredienti della nuova testata giornalistica. Qualcuno potrebbe obbiettare che per una realtà come Lucera, i quotidiani on line siano troppi. Mi permetto di non essere d'accordo, in quanto più voci raccontano la realtà, più possono essere divulgati i pareri e le opinioni della gente, dopotutto la democrazia è sopratutto questo. La nostra testata, infatti, è libera e dà libero accesso a chiunque voglia collaborare ed esprimere il proprio pensiero, sottolineo che comunque il rapporto è libero e gratuito. Ringrazio sin da ora chiunque potrà dare la sua la fattiva collaborazione. Dopo essere stato uno degli editori, di Sunday Radio ed una delle sue voci più famose per tantissimi anni, mi appresto ora ad affrontare una nuova avventura, questa volta nel web e spero che questa sia foriera di successi e nuove soddisfazioni. Le premesse e l'entusiasmo ci sono, a voi lettori il giudizio finale.

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