Ripenso agli istanti che hanno preceduto l’intervento di Gianfranco Fini vissuti nella piazza di Mirabello: gli sguardi di ciascuno di noi che affollavamo l’area attorno al palco erano tesi e speranzosi allo stesso tempo; il silenzio aumentava man mano che i rintocchi che provenivano dal campanile della chiesa del paesello emiliano facevano avvicinare le lancette dell’orologio alle 6 del pomeriggio. L’attesa si faceva ogni secondo più intensa e ci si sentiva come a bordo di un treno che dopo un lungo viaggio sta percorrendo gli ultimi chilometri prima dell’arrivo e dal finestrino è facile riconoscere i luoghi che fanno da sfondo alla gioia di un ritorno a casa.
Quello è il momento in cui ho capito che dentro me e sono sicuro dentro ognuna delle persone accanto a me era improvvisamente “Rinato l’Amore per la Politica”.
In realtà un amore che ho sempre provato, una passione autenticamente libera e disinteressata. Il desiderio di far crescere la mia terra, l’impegno e il sacrificio perché la sua gente respiri uno stato di benessere ogni giorno maggiore, l’orgoglio di rappresentare una comunità di persone generose, intelligenti, caparbie ed operose, che insieme ad una innata capacità di indignazione dinanzi alle ingiustizie, alle prevaricazioni, ai piccoli e grandi vandalismi ed egoismi descrivono le ragioni di questa passione.
Accanto a tutto questo c’è una vita quotidiana dove con pazienza si prova a trasformare in azione questi pensieri e dove è normale incontrare ostacoli di ogni natura. Nei luoghi della politica: le istituzioni, i partiti, questi ostacoli si ingigantiscono in una misura proporzionale al grado di responsabilità cui essi è demandato dai cittadini attraverso il voto.
Oggi il mio ruolo è di umile e semplice consigliere comunale, tuttavia sento forte il peso della responsabilità di dare risposte non solo alle persone che mi hanno accordato la loro fiducia votandomi, ma all’intera collettività cittadina che mi onoro di rappresentare nella massima assise comunale ed anzi, questa responsabilità la sento anche nei confronti delle future generazioni che verranno e a cui ciascuno di noi ha il dovere di consegnare una città migliore.
Gli elicotteri sempre più bassi, le decine di telecamere che si muovevano freneticamente, e un boato che proveniva dal fondo della piazza testimoniavano che il Presidente Fini era arrivato per fare il suo intervento. Mentre i miei occhi seguivano lo sventolio delle nuove bandiere, sembravano essere passati anni luce da quella che è stata la mia prima riunione di gruppo consiliare, in un salone di Palazzo Dogana, dove il Coordinatore Regionale di quel partito che i più conoscono con il nome di Popolo della Libertà, ma che io aderisco convintamente a chiamare “Forza Italia Allargata”, ci comunicava con estrema naturalezza che né noi (gruppo consiliare), né il Sindaco, né il Circolo Cittadino con i suoi 6300 voti raccolti potevano autonomamente scegliere o contribuire a scegliere il vice-sindaco della città e che tale scelta apparteneva, in virtù di un non meglio precisato accordo, ad un Senatore della Repubblica (nominato e non eletto); come se Lucera fosse stata di sua proprietà. Un po’ come quando si è scelto il candidato presidente alle elezioni regionali, dove un Ministro (poi premiato per tale scelta con nuove deleghe) si comportò sostanzialmente come se la Puglia fosse stata “sua”. Mi viene da pensare che questo ministro, sotto sotto, lavori nella “Fabbrica di Nichi” o forse ne è l’azionista di maggioranza.
Il discorso del Presidente della Camera era iniziato da pochi minuti e si percepiva con estrema semplicità che tutti diventavano via via più leggeri, liberati da quel macigno che in modo opprimente avrebbe finito per schiacciarci sotto il suo peso di illiberalità e prepotenza, un peso che si chiama Mangano, Dell’Utri, Cosentino, Brancher, Previti, e chissà quanti altri “eroi” quando noi eravamo (e siamo) abituati a considerare tali Paolo Borsellino, Falcone, Saviano, don Pino Puglisi, Don Ciotti, e da ultimo, purtroppo il Sindaco Pollica, Angelo Vassalli, ammazzato qualche giorno fa. Quella stessa passione per la politica non può non passare anche per un autentico amore per la giustizia e la legalità, e dunque attraverso un grandissimo rispetto e fiducia nella magistratura e nelle forze dell’ordine. E, si badi bene, ciò non vuol affatto dire essere “giustizialisti”, perché il punto è che il garantismo non può mai e poi mai significare impunità.
Da oggi, il primo compito che mi sento di dover svolgere a Palazzo Mozzagrugno è quello di rendere trasparenti i muri, spalancate le porte e amplificate le parole dei nostri amministratori (con o senza portavoce). Quegli stessi muri, porte e parole che irrimediabilmente erano confusione tra la confusione creata dall’anarchia del “non-partito” (Forza Italia Allargata). E’ sotto gli occhi di tutti che questo non-partito è caratterizzato da uno stato di Monarchia/Anarchia a seconda che ci si riferisca alla dimensione nazionale o a quella locale. Monarchia/Anarchia hanno fatto si che si decidesse il Candidato Sindaco della nostra città non a Lucera, bensì altrove e soltanto in extremis (e poco importa che fu scelto quello a me gradito), così come hanno fatto si che si formasse una coalizione contraria alla volontà della base, che si candidasse nella lista di Forza Italia Allargata anche gente politicamente indesiderata poiché eletta nelle liste del centrodestra, passata dall’altra parte e neppure disponibile a firmare per mandare a casa l’amministrazione Morlacco di centrosinistra, ...della faccenda Vice-Sindaco ho già parlato (augurandomi di non doverne riparlare a breve) e la lista delle imposizioni subite potrebbe continuare a lungo.
Si va avanti! Del resto non c’è nessun luogo in cui tornare! Dal palco era chiaro il messaggio di Fini. Era stato però il Sabato pomeriggio a chiarire con maggior precisione dove si sta andando: ho partecipato ad una assemblea di amministratori locali nella quale gli interventi sono stati più di cento per oltre 5 ore e mezza di riunione (tanto per testimoniare il grado di partecipazione) e alla quale hanno partecipato numerosi tra parlamentari, membri del governo e dirigenti nazionali che hanno ascoltato pazientemente l’intero dibattito, hanno risposto agli interrogativi emersi ed hanno anche accettato le critiche mosse loro. E’ evidente che quello che sta per nascere è un partito vero, ricco di contenuti e qualità, nel quale manifestare eventuali posizioni di dissenso non solo è lecito (e ci mancherebbe) ma diventa essenziale al fine di giungere alle migliori decisioni possibili. Sarà dunque più efficace un’azione politica orientata al pensiero unico o piuttosto una seconda frutto della sintesi tra migliaia di intelligenze? Si va avanti nella direzione giusta dunque! D'altronde, se è vero come è vero che in una cittadina come Lucera, un partito che da solo costituisce quasi una maggioranza monocolore in consiglio comunale, che esprime il Sindaco, il Vice-Sindaco, il Presidente del Consiglio Comunale, i due terzi della giunta comunale, un consigliere provinciale e ...perfino un Parlamentare Europeo (meriti, questi, dei locali e non dei vertici) ci si aspetterebbe che lo stesso possa contare centinaia o addirittura migliaia di iscritti. Ebbene, il partito di cui sopra (Forza Italia Allargata), stando ai dati di Giugno 2010, conterebbe la bellezza di 17 iscritti, anzi ormai 16 viste le mie dimissioni (merito questo, stavolta dei vertici e non dei locali). Ecco spiegato il motivo per il quale ancora alcuna imposizione pare essere giunta dall’alto per calare qualcuno che svolga il ruolo di coordinatore comunale: da statuto è necessario che vi siano almeno 30 iscritti. Ha ragione o non ha ragione, dunque Fini nell’affermare che il vero PDL è quello nato a Mirabello, mentre l’altro, Forza Italia Allargata, è soltanto il partito del “predellino”?
L’intervento di Fini terminava in tempo utile affinché i telegiornali della sera potessero montarne e trasmetterne la sintesi e già si tornava a partecipare ad assemblee spontanee. Io ripensavo agli altri amici del mio ex gruppo consiliare, ai simpatizzanti e ai sostenitori di quel non-partito che nonostante il grande consenso ottenuto alle elezioni comunali, alle provinciali di un anno prima, alle elezioni europee, a quelle politiche, tanto che le percentuali di consenso raccolte a Lucera sono le più alte della Capitanata e tra le prime in Puglia, non vedevano riconoscersi i meriti di tutto questo a tutto vantaggio di realtà come ad esempio Manfredonia.
Già, Manfredonia; lì, Giandiego Gatta a parte (la vera “altra storia”, cioè), sebbene sia difficile eleggere anche soltanto qualche consigliere comunale e le sconfitte elettorali siano una costante irrimediabile, la classe dirigente locale conta il Coordinatore Provinciale, il suo Vice, due membri della Giunta di Palazzo Dogana, e dulcis in fundo il Vice Presidente della Camera del Deputati. A volte mi viene difficile credere che il nostro sia un Paese Democratico!
Tornato a Lucera ho immediatamente informato la mia famiglia, gli amici, i colleghi consiglieri del mio ex-gruppo, il Sindaco, e attraverso questo scritto intendo informare la comunità cittadina tutta che per le ragioni che ho descritto in precedenza ho inteso dimettermi dal ruolo di vice-capogruppo e dal gruppo consiliare a cui appartenevo per aderire a Futuro e Libertà per l’Italia. Aderisco convintamente e lavorerò con un motivato gruppo di giovani dalle spiccate qualità umane, politiche e professionali in quello che sarà il motore che sul territorio avrà il compito di organizzare il nuovo partito insieme a movimenti territoriali, liste civiche, associazioni e fondazioni che è Generazione Italia.
avv. Francesco Di Battista
Consigliere Comunale FLI


