Gent.le Direttore,
le chiedo cortesemente di accogliere questo mio intervento a seguito del botta e risposta intercorso a mezzo stampa tra il Segretario Abate ed il Vice Segretario Francesco Forte del Partito Democratico di Lucera.
“A distanza di un anno dalla gestione Abate riscontriamo: che il PD a Lucera non esiste…..,” è la lapidaria dichiarazione di Franco Forte, la quale non mi sorpende affatto, ma che reputo colpevolmente tardiva considerato lo spessore e l’acume dello stesso politico.
Non c’era bisogno di attendere tutto questo tempo per capire ciò che inevitabilmente sarebbe accaduto.
La scelta di Abate quale Segretario Politico del Partito Democratico, che ha al suo interno notevoli risorse umane, è stato un DISASTRO ed io e il mio gruppo abbiamo cercato in tutti i modi di ostacolarla per evitare ad un partito appena formato di finire così miseramente.
Non abbiamo voluto contribuire a questo suicidio politico annunciato e per questo abbiamo preso le distanze, prima, e successivamente rassegnato le dimissioni.
Forse, anzi senza forse, ad Abate ed al suo gruppetto è stato concesso spazio, credibilità ed esposizione eccessive ricambiate con continue fibrillazioni e spaccature all’interno degli organi dirigenti.
C’era bisogno di individuare un volto nuovo da spendere e far passare come il nuovo e il rinnovamento, ma il risultato è stato, come prevedibile, molto deludente.
Evidentemente non è bastato l’abbraccio di Michele Emiliano ad infondergli le doti, il carisma e le qualità necessarie per dirigere un partito dalle grandi aspettative.
Abate non è Segretario del Partito Democratico perché depositario di un programma politico mirato alla crescita e a preparare il rinnovamento per l’alternanza democratica al governo della città, ma è la sintesi aritmetica della somma delle tessere di alcuni gruppi che si sono contrapposti durante il congresso.
Questa minoranza ha ottenuto tutta questa visibilità, mal spesa, ed oggi c’è chi ne chiede il conto.
Sì, Abate non dovrebbe tanto pensare a raccogliere le firme per la campagna lanciata dal Segretario Nazionale Pierluigi Bersani, ma dovrebbe limitarsi a porre la sua in calce alla dichiarazione di dimissioni da Segratrio Politico del Partito Democratico.
Ed insierme a questi qualche capo bastone di lungo corso che ritiene che il NUOVO MONDO giri intorno a Lui.
In questi mesi il Nuovo Segretario del Partito Democratico, così’ come viene identificato e osannato da un opinionista lucerino per la sua attività politica (quale??), si è limitato a sporadici annunci di riorganizzazione del partito, ad inaugurare nuove Sezioni di Partito, a lanciare critiche nei confronti dell’amministrazione Dotoli, mai senza mettere sul tavolo della discussione e del confronto politico una risposta progettuale concreta degna di un partito che si candida al governo della città.
Infatti, in tema di occupazione si limita a richiamare il Piano Straordinario per il Lavoro, varato dalla Giunta Regionale Vendola.
Ha lasciato nelle mani di altri le iniziative politiche sulla città con il coinvolgimento dei cittadini.
Ha ragione Franco Forte quanto dichiara:
“Ed allora «il segretario del partito, prima di chiedere al Sindaco Dotoli di tracciare un bilancio sull’operato della Giunta, faccia una riflessione interna e si renda conto di quello che fino ad oggi ha fatto, o meglio di quello che fino ad oggi non ha fatto; rispetti gli accordi politici e i ruoli interni.”
Sicuramente è il meno titolato a chiedere le dimissioni del Sindaco Dotoli per tutta una serie di ragioni e prime fra tutte quella della mancanza di una opposizione di piazza e quella di non aver partecipato alla campagna elettorale dell’amministrative del 2009 facendo intravedere all’elettorato e alle forze politiche del centro sinistra un partito incapace di confrontarsi con lo schieramento di centro destra.
Insomma, la spaccatura da qualle parti c’è sempre stata e sarà difficile ricomporla.
Pietro Scioscia
Consigliere Comunale Indipendente


