La famiglia Zunica ha legato in modo indelebile il suo nome al nostro caro Santo Padre Maestro tramite un suo illustre componente, il duca Don Orazio. I Zunica erano una nobilissima famiglia di origine spagnola, un ramo della casata di Don Ramirez (infante di Spagna) che sposò la bella Sancia ,erede di Don Inigo (signore di Eustuniga) che prese il nome di “Zunica” nel XII secolo. Il casato venne in Italia con Cristoval Zunica da Salamanca nel 1496,capitano di cavalleria del Regno di Napoli, che partecipò alla battaglia di Pavia del 24 febbraio del 1525 caduto in combattimento,battaglia che vide vincitore l’ispanico imperatore Carlo V contro i francesi di Francesco I. La famiglia approdò a Lucera dalla città di Napoli nel 1592, in seguito della nomina di Ottavio Zunica nipote di don Cristoval, a Governatore delle “Razzie Regie” della Puglia. Il casato acquistò il feudo di Chianca dopo il matrimonio di Don Orazio con Eleonora Gagliardi e acquisì il titolo di Duca della Castellina, che derivava per retaggio da parte della madre,Francesca d’Alessandro(moglie di Giovanni Battista ,matrimonio celebrato nel 1703). Questa famiglia si distinse nelle armi e come importante componente di Insigni Ordini Cavallereschi. Un'altra prerogativa di questa famiglia nobile lucerina è stata la propensione alla generosità verso il prossimo sostenuta da una forte fede religiosa. Tutto ciò fece quadrare i conti, perché il Fasani, tramite questa schietta amicizia, sperimentò le Vie che la divina Provvidenza indicava per sostenere i suoi poveri. L’episodio della scommessa della pioggia, fatta proprio in casa del Duca Orazio con altri nobili rampolli lucerini, rende la testimonianza sostanziale dei fini divini. Tra il Fasani e il duca Orazio vi era un accordo, diremmo quasi annuale di aiuto, legato e direttamente proporzionale, all’abbondanza dei raccolti,perché il nostro Santo sempre esortava tutti a ”… la carità s’ha da fare…”. Ma non solo questo, perché nella vicina chiesa di San Leonardo sono ancora visibili gli altari eretti e gli affreschi realizzati a spese di Don Orazio e del figlio Don Giovanni a memoria del loro attaccamento a Madre Chiesa. Del palazzo originale dove spesso ritrovavamo il nostro Santo a salire le sue scale per chiedere elemosine per i suoi poveri, vi è un corpo di fabbrica antico del 1600, nell’attuale via “arréte Zuneke”, con l’ingresso seminascosto nell’ansa della via. Alla volta dell’atrio vi era affrescato lo stemma nobiliare composto da “ Arma d’argento con la banda di nero ed una catena di otto anelli posta in bordura,attraversante il tutto “ (vedi foto centrale),addossato al muro destro un antico ed artistico pozzo del settecento. Negli ampi sottani della corte vi erano allocati la cantina,la lavanderia, il magazzino, la stalla, la cisterna. All’interno ,un ampia sala di rappresentanza e le varie stanze oltre a una piccola cappella (scomparsa) dove vi erano conservate le reliquie di San Prisciano (I sec.) donate in seguito alla chiesa di San Domenico. Non sempre era il Fasani a chiedere l’aiuto al duca Orazio, ma una volta per quanto riportato nei processi, fu il duca a chiedere aiuto al Padre Maestro, con la richiesta d’intercessione presso Maria Santissima per guarire la gamba malata del proprio figliolo, che puntualmente avvenne.
Giuseppe AUFIERO


