Pensare che il nostro Padre Maestro fosse stato esentato dal provare la paura o preservato dalle tensioni della vita quotidiana è solo utopia. L’unico rifugio, per combattere la fragilità e la debolezza umana era la totale devozione a Gesù e Maria. Quante volte nella sua vita , seppur con la incessante preghiera e con i sacrifici, non ha potuto fermare, ma forse solo mitigare, gli eventi naturali e tra questi il terremoto. Ebbene proprio quella mattina del martedì santo alle ore 9.30 del 20 Marzo del 1731, l’intera Capitanata,l’Irpinia e la Campania furono scossi violentemente da un terribile sisma. L’epicentro fu individuato presso la città di Foggia ( si ritiene che sia stato del nono grado della scala Mercalli per i danni ingentissimi a cose e a persone , circa cinquemila vittime ) . Le scosse furono tre, di una tale forza distruttrice che in 5 minuti rasero al suolo la maggior parte degli edifici. A queste tremende scosse vi susseguirono sciami sismici di con altre 50 repliche avvertite dalla popolazione. I danni riportati nella nostra cittadina di Lucera, in raffronto alle altre città limitrofe distrutte tra cui la stessa Foggia,furono di poca entità sperimentando ancora una volta la protezione della mano materna della Madonna (Santa Maria Patrona). Fu una vera e propria Settimana Santa di passione caratterizzata dai molti lutti e dalla generale disperazione , specialmente tra i più poveri. La chiesa di San Francesco subì numerosi danni. Il più imponente fu il crollo del primo altare sulla parete destra, anche se miracolosamente, in mezzo ai detriti, fu ritrovata intatta la statua cinquecentesca dell' Ecce Homo. Come aveva fatto da sempre, il nostro Santo si rimboccò le maniche e riuscì a raccogliere tra le molte elemosine e donazioni, i quattromila ducati necessari al totale restauro che permisero la riapertura della stessa a tutti i fedeli con la riconsacrazione il 19 aprile 1739 per mano del suo Santo amico e confratello il Vescovo di Bovino (Beato) Mons. Antonio Lucci. Per ricordare ai posteri quanto accaduto si pose una targa in pietra ancora oggi visibile (vedi foto) nel nostro bel trecentesco santuario. I decurioni (amministratori comunali) con il consenso del popolo tutto di Lucera ,a perenne gratitudine alla Santa Vergine, il 3 maggio dello stesso anno assegnavano 60 some di terreno della migliore qualità fra quelli di proprietà comunale (Terraggio Lucerino) per mantenere il culto alla Sacra Icona di Santa Maria e soprattutto per sostenere le spese della sua Festa annuale del 15 Agosto (Fest d’Agust). Inoltre, vogliamo e dobbiamo sottolineare che il nostro Santo non profuse solo le sue energie per la ricostruzione materiale della Chiesa, ma come Angelo disceso dal Cielo, cercò in tutti i modi possibili di alleviare le molte sofferenze e tribolazioni ,asciugando le lacrime,ridando speranza e soprattutto rimettendo tutte nelle mani della Provvidenza di Dio e nella totale devozione alla sua e nostra Mamma Celeste “Maria Santissima Immacolata Giuseppe AUFIERO


