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CERIGNOLA, QUALITÀ E PERMANENZA DEL DOLORE SPECIFICITÀ FEMMINILI NELLA SHOAH

 

“Le donne italiane scampate ai campi di sterminio hanno dovuto giustificarsi per essere sopravvissute; hanno dovuto affrontare il sospetto di essersi concesse per avere salva la vita e questo è un altro elemento di specificità di genere, purtroppo tutta italiana, all’interno della tragedia della Shoah”. E’ uno degli elementi di riflessione e confronto emerso nel corso della conferenza della storica Antonella Tiburzi con cui, nel pomeriggio di sabato 29 gennaio, si è aperto il ciclo di incontri e iniziative sul tema Le Donne nella Shoah organizzato dal Centro Sociale Evangelico di Cerignola in collaborazione con l’associazione ‘Casa Di Vittorio’ e con i patrocini del Comune di Cerignola e della Regione Puglia. A fare da cornice all’incontro la mostra didattico-pedagogica realizzata grazia alla collaborazione con il Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea e l’associazione Figli della Shoah che sarà esposta nelle scuole che hanno aderito al progetto ed ospiteranno, nei mesi di febbraio e marzo, i rappresentanti delle comunità ebraiche di Roma e Napoli. Una scelta, quella del coinvolgimento degli studenti, molto apprezzata dal sindaco cerignolano, Antonio Giannatempo, intervenuto alla conferenza: “Sollecitare la riflessione nei giovani è un’attività encomiabile, perché è soprattutto a loro che bisogna spiegare e comunicare a quali mostruosi esiti può condurre l’odio per il diverso”. “La memoria è importante, perché ci aiuta a tenere in vita il dolore e l’indignazione che nacquero alla scoperta dell’esistenza di una vera e propria industria dello sterminio, con tanto di burocrazia complessa e raffinata, che distingue la shoah dagli altri odiosi genocidi”, ha affermato Luca Anziani, responsabile del Centro Sociale Evangelico introducendo l’incontro. La scelta di dedicare la riflessione di quest’anno alle donne è dettata dalla “esistenza di uno specifico femminile nella qualità del dolore inflitto dagli aguzzini: la dignità del corpo offesa dall’esposizione pubblica della nudità, l’inibizione medica del ciclo mestruale, la negazione della maternità, la conduzione di esperimenti genetici. Tutto funzionale all’inumano obiettivo di cancellare l’ebraismo dall’Europa – ha concluso Anziani – di non far più nascere ebrei”. “Nella storia dell’umanità non c’è testimonianza dello sterminio programmato di donne e bambini prima che questo fosse organizzato dai nazifascisti”, ha esordito la Tiburzi per introdurre lo specifico femminile; che emerge chiaro fin dalla nascita del primo campo riservato alle donne: “vi venivano deportate innanzitutto quelle che non rispettavano il proprio ruolo sociale sintetizzato nell’espressione Casa-Chiesa-Cucina”. Nella struttura di Ravensbruk, in territorio tedesco, fu installata la prima camera a gas, si applicò la misura della separazione immediata dai figli e si avviò lo sfruttamento del lavoro femminile: “tutte concause della maggiore incidenza del tasso di mortalità femminile”. “Per molte delle sopravissute italiane la vita dopo il campo non è migliorata poi tanto sotto il profilo psicologico, perché su di loro pesava il sospetto di aver fatto ciò che non dovevano pur di salvare la vita. Questo ha generato il silenzio della gran parte di loro – ha concluso Antonella Tiburzi – la mancata elaborazione del dolore, la depressione e, in alcuni casi, il suicidio: apparentemente determinato da futili motivi, ma in effetti generato dalla persistenza del ricordo del campo”.

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Redazione

Luceranet.it, un nuovo sito ed un nuovo quotidiano per la città di Lucera, ma il cui sguardo andrà anche al di là della Capitanata.

Luceranet.it, un nuovo sito ed un nuovo quotidiano per la città di Lucera, ma il cui sguardo andrà anche al di là della Capitanata. Cronaca Politica Sport e Curiosità, questi sono alcuni degli ingredienti della nuova testata giornalistica. Qualcuno potrebbe obbiettare che per una realtà come Lucera, i quotidiani on line siano troppi. Mi permetto di non essere d'accordo, in quanto più voci raccontano la realtà, più possono essere divulgati i pareri e le opinioni della gente, dopotutto la democrazia è sopratutto questo. La nostra testata, infatti, è libera e dà libero accesso a chiunque voglia collaborare ed esprimere il proprio pensiero, sottolineo che comunque il rapporto è libero e gratuito. Ringrazio sin da ora chiunque potrà dare la sua la fattiva collaborazione. Dopo essere stato uno degli editori, di Sunday Radio ed una delle sue voci più famose per tantissimi anni, mi appresto ora ad affrontare una nuova avventura, questa volta nel web e spero che questa sia foriera di successi e nuove soddisfazioni. Le premesse e l'entusiasmo ci sono, a voi lettori il giudizio finale.

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