Il movimento risorgimentale e la nascita dello Stato unitario sono pervasi e resi vitali anche dalle elaborazioni sulla libertà di coscienza e di culto ricostruite nella mostra documentale itinerante Evangelici e Risorgimento allestita a Cerignola nella Sala delle conferenze di Palazzo di Città.
Curata dalla Fondazione Centro Cultura Valdese e portata nel centro del Basso Tavoliere a cura della Chiesa Evangelica Valdese, sarà inaugurata sabato 29 ottobre, alle 18.00, con l’incontro di presentazione del saggio di Giuseppe Mazzini Dal concilio a Dio e altri scritti religiosi. I contenuti del volume saranno illustrati e dibattuti dal curatore del testo, Andrea Panerini, e dal professor Lucio Cioffi, studioso di storia, introdotti e moderati dal pastore Luca Anziani.
Il legame tra religione e lotta politica è molto presente anche nel pensiero di Giuseppe Mazzini. La sua concezione religiosa e la sua profonda spiritualità emergono con chiarezza nei quattro saggi di cui si compone il volume presentato a Cerignola.
Molti i temi chiave del pensiero mazziniano affrontati in questi scritti: la critica del papato; lo stretto nesso tra religione e politica e, al contempo, la distinzione tra potere politico e potere spirituale; gli ideali democratici e repubblicani, la religione del Progresso.
La mostra, composta da 12 pannelli iconografici, prende le mosse dalla nascita della Repubblica Romana, nel 1849, e dalla proclamazione della libertà di coscienza contenuta nel documento approvato dall’Assemblea Costituente.
“Il Risorgimento è un processo politico e culturale assai complesso, che si svolge fra gli anni '30 e '70 dell'Ottocento – si legge nella presentazione dell’evento – Nel clima del nazionalismo europeo esso mira innanzitutto a fare dell'Italia uno Stato unitario. Ne propone altresì il rinnovamento aggiornandone la cultura, ancora segnata dalla Controriforma, e accogliendo le istanze del liberalismo moderno. Costituisce però ostacolo a questi progetti l'esistenza di uno Stato della Chiesa. Lo scontro fra il moto risorgimentale e il potere temporale è dunque inevitabile.
Gli evangelici, cristiani non cattolici, fanno la scelta risorgimentale senza remore, essendo la chiesa una comunità religiosa senza potere politico. Convinti che l'Italia possa diventare una nazione moderna e libera, gli evangelici prendono parte alle sue vicende con uno slancio molto superiore alla loro realtà numerica impegnandosi su molti fronti: religioso, culturale, assistenziale”.
Il percorso di ricostruzione storica termina nel 1920, quando si celebra il Primo Congresso Evangelico Italiano.


