Di sicuro è stata un’icona del secolo scorso , una principessa divisa tra impegni sociali umanitari e da moltissimi pettegolezzi da tabloid. Di Lady Diana si possono dire molte cose, poiché molteplici sono le sfaccettature che caratterizzavano la sua persona. Una di queste è senza dubbio lo sguardo timido e spesso infelice che le valse l’appellativo di “ Principessa triste”. La vita di Diana nasce e si spegne sotto i riflettori . Il 31 agosto del 1997 a Parigi, la Mercedes sulla quale viaggiava insieme al fidanzato Dodi al-Fayed, inseguita dai paparazzi, si schiantava contro il tredicesimo pilastro del tunnel de Pont de l'Alma. Un tragico epilogo che pose fine a una vita breve ma intensa. Diana nasce il 1° luglio del 1961 nel Norfolk, dall’aristocratica famiglia degli Spencer. Quarta di cinque figli, la vita di Diana sarà poi indissolubilmente legata alla famiglia reale britannica: l'unione con Carlo, principe di Galles, la farà diventare principessa e altezza reale. Amatissima dai sudditi, Lady D, (questo è l'appellativo con il quale era stata soprannominata dalla stampa) sarà sempre considerata la principessa del popolo, portatrice di modernità nella tradizionale famiglia reale inglese. Quello con il principe Carlo nacque come un matrimonio da favola che, trasmesso in mondovisione, fu seguito da milioni di persone. Celebrata nella cattedrale di St. Paul il 29 Luglio del 1981, l'unione tra Carlo e Diana non fu però felice tranne che per la nascita dei due figli William ed Henry. Quella che andava definendosi era la figura di una principessa emancipata, vicina alle tematiche sociali e in prima linea in opere di beneficienza e solidarietà. Saranno poi i tradimenti del suo consorte Principe Carlo con Camilla Parker Bowles, le continue chiacchiere dei tabloid e i dissapori con la famiglia reale ed impris con la Regina Elisabetta II, che la consideravano troppo disinvolta e lontana dall’etichetta tradizionale, ad allontanare irrimediabilmente i due coniugi che, separatisi nel 1992, ottennero il divorzio quattro anni più tardi, nel 1996. E’ proprio in questi anni che l'immagine di Diana creò una breccia indissolubile nell'immaginario collettivo: costantemente sotto i riflettori della stampa, a rafforzarsi fu l'immagine reale e palpabile di una donna dolce, semplice e generosa. La tragica fine, sancì l'immortalità nel cuore della gente. Al funerale parteciparono oltre tre milioni di persone che, riversate in strada, diedero l'ultimo saluto a quella che, per sempre, sarà la “principessa del popolo britannico”.
Giuseppe AUFIERO


