Fin troppo scontata la vostra osservazione: uffa, ancora con questo senatore dell’Osso! Questo ci ha stufato! Comprendiamo. Ne riparliamo, pur rendendoci conto di provocare l’orticaria a qualcuno, ripassando gli ultimi avvenimenti che hanno segnato l’attività dell’Amministrazione e per ultimo la brutta querelle, diciamo così, tra il Sindaco Pasquale e il comandante dei Vigili Urbani Beniamino Amorico. Sin dal suo insediamento questa maggioranza ha dovuto rincorrere una serie impressionante di pasticci burocratici o pseudo tali, bruciando quelle energie che avrebbe dovuto mettere a disposizione dei problemi della città. E che la difficile situazione fosse facile da immaginare è dimostrato proprio dalla decisione del primo cittadino di mettersi al fianco uomo della esperienza, della personalità e del carisma dell’ex Sottosegretario all’Interno. Non a caso lo stesso Dotoli ebbe modo di affermare che Dell’Osso rappresentava il “di più” della maggioranza e dell’Amministrazione. Dunque, il peccato di origine di tutti questi guai, a nostro modesto modo di vedere, dipendono dalla assenza di un uomo autorevole di coordinamento capace di disegnare preventivamente un quadro organico entro cui collocare le varie questioni. Già i primi guai sono sorti dalla partenza, con la vicenda del consolidamento delle colline che ha decretato il divorzio tra il Sindaco e l’ex Direttore Generale. Di lì in poi i guai si sono succeduti, sino a d avvitarsi su se stessi, andando a finire finanche nell’ambito giudiziario.
Certo, manca la controprova, nel senso che anche con Dell’Osso probabilmente alcuni di tali guai non si sarebbero potuti evitare. Può essere. Ma alcune questioni ci portano ad affermare che con un po’ di buon senso ed avendo alle spalle un significativo retroterra si sarebbero potute evitare. A questo punto, bisogna anche dire che forse Dotoli è stato un po’ lasciato troppo solo a gestire le situazioni o almeno alcune di esse sono finite alla sua considerazione nei momenti conclusivi. E qui ci sarebbe da capire quale è stato ed è il ruolo dei singoli assessori, i quali sembrano all’esterno delle figure assolutamente inconcludenti o inesistenti, Quale è l’autonomia dei singoli assessorati? I singoli amministratori ricevono delle deleghe e in possesso di queste devono poter agire con una relativa autonomia e fare così da filtro rispetto alle questioni da portare collegialmente all’attenzione del Sindaco, della Giunta stessa o del Consiglio Comunale in un secondo momento. C‘è qualcosa forse che non va neppure nei rapporti tra amministratori e tecnostruttura comunale, come lasciano immaginare i contenziosi aperti tra alcuni dei dirigenti e gli amministratori stessi.
Certo, l’ultimo episodio riguardante la storia del comandante è quello più eclatante, ma anche prima non è che i rapporti siano stati idilliaci. Lasciamo immaginare quanta diffidenza si interseca nei rapporti tra chi deve amministrare e gli esecutori ! Alla fine la colpa è sempre della politica, perché è quella che ci mette la faccia. Però, è anche vero che è stata la politica a determinare l’allontanamento del senatore dell’Osso, tenuto conto che in tanti sostengono che Dotoli non voleva adottare il provvedimento, ma che fu convinto dai Re Magi che lo circondavano come suggeritori. Quegli stessi suggeritori che, poi, gli hanno voltato le spalle lasciandolo in braghe di tela. La considerazione finale è che non si ritrova armonia all’interno dell’apparato della burocrazia comunale sarà difficile conseguire grandi risultati. E soprattutto tutti dovrebbero capire che, per ragioni diverse, a quel posto devono soltanto operare con spirito di servizio. Tutti, proprio tutti. Non vorremmo che questa Amministrazione finisse la sua corsa per incompetenza dichiarata!
Antonio Di Muro


