Alla vigilia dello svolgimento del Consiglio Comunale con all’ordine del giorno l’approvazione del Bilancio Previsionale, test decisivo per la tenuta dell’Amministrazione Comunale, mi corre l’obbligo, per evitare che le dimissioni da Assessore della Giunta Dotoli possano creare argomento di strumentalizzazione politica in quella sede, chiarire le motivazioni a base della sofferta ma decisa scelta per la remissione dell’incarico affidatomi.
Congetture e interrogativi sono stati evocati all’indomani di quelle che sono state definite dimissioni a sorpresa, quasi < sospette > le ha definite qualche collega della stampa.
Spesso si vuol vedere oscuro anche quando tutto appare chiaro, con la cultura delle dimissioni che ancora vige nel nostro Paese, a dispetto della corsa verso incarichi e poltrone.
Dimissioni responsabili come la volontà di accettare la carica assessorile, su richiesta specifica del primo cittadino, in un contesto politico- amministrativo, riconoscerete, alquanto delicato e impegnativo.
L’entusiasmo e la passione per un incarico prestigioso, con deleghe che ritenevo attinenti alla mia esperienza, hanno contraddistinto i primi giorni di attività, convinto di poterla mettere a disposizione dell’Amministrazione e, soprattutto, della città.
Purtroppo alla volontà non corrispondeva un idoneo supporto organizzativo, con relativa carenza logistica e di risorse tecniche, necessarie per dare compiutezza concreta all’attività da svolgere.
Approssimazione che faceva aumentare, col passare dei giorni, il mio disagio.
Non volevo arrendermi, perché il dialogo col personale comunale cominciava a dare i primi frutti, per un coinvolgimento partecipativo votato al buon andamento dell’attività amministrativa, pur in presenza di problematiche rilevanti legate alla carenza di organico e disparità di trattamento.
Né andava meglio per quanto riguarda la comunicazione, impegno che consideravo determinante per ripristinare un rapporto corrente e corretto con i media locali e tutti gli operatori dell’informazione, portato avanti, mio malgrado, in maniera molto spontanea.
Tutti ostacoli, comunque, superabili con il fattore tempo, ma l’instabilità amministrativa, legata alle volubilità politiche della Maggioranza e le vicende giudiziarie sempre d’attualità, non giocavano certo a favore della serenità gestionale, che non poteva permettersi lunghi o medi tempi di attesa .
Se, poi, il tutto va a configurarsi con una confusione di ruoli e competenze, legate alle precipue responsabilità, allora subentrano situazioni conflittuali che non rendono certo un buon servizio alla politica e, quel che più conta, alla risoluzione dei problemi della collettività.
Quest’ultima è stata, sicuramente, la causa che mi ha convinto a rimettere il mandato, per evitare ulteriori tensioni al Sindaco, che non smetterò mai di ringraziare per la fiducia accordatami e che spero di aver, seppur nel breve lasso di tempo, contraccambiato.
A Lui, alla Giunta, auguro di poter amministrare la città con spirito di servizio e abnegazione, per rispondere alle aspettative della popolazione e realizzare il programma amministrativo prefissosi.
Cordialmente, Silvio Di Pasqua
LUCERA- 06/luglio/2011


