E’ la nascita della nuova Giunta il vero rompicapo del Sindaco Pasquale Dotoli. Per lui forse è stato facile mettere mano all’azzeramento delle posizioni assessorili, tenuto conto anche del particolare momento psicologico in cui ha agito, riteniamo quasi di istinto. E’ stato in qualche maniera facile tracciare una riga blu su tutti i nomi, affidando al destino il prosieguo del cammino dell’ultima edizione dell’Esecutivo e dell’intera esperienza del centro destra, espressione delle elezioni del 2009. Ora, ritirate le dimissioni, dovrà cimentarsi con le solite problematiche che precedono la nascita di ogni squadra di governo comunale. Avrà, però, dalla sua parte un elemento importante: l’esperienza, nel senso che, dopo essere stato l’ostetrico di non sappiamo quante altre Giunte, potrà, per esempio, giocarsi le carte delle scelte tenendo anche d’occhio il contributo dei tanti che si sono alternati alla guida degli assessorati. Pensiamo che non vorrà privarsi di quelli che gli sono stati fedelmente al suo fianco nelle tempeste e che soprattutto sul campo hanno dimostrato di essere all’altezza del compito loro affidato dalla politica ( e non tanto dai meriti personali). Si fanno dei nomi tra quelli più gettonati, ma in questa sede non riteniamo di mettere in moto il solito toto assessori, perché in politica le cose che si dicono la sera possono essere smentite durante la notte.
Non v’è dubbio, però, che se Dotoli intenderà dare sostanza alla sua azione dovrà pur puntare su figure in grado di assicurargli un rendimento volto alla soluzione dei problemi sul tappeto. Altresì, non v’è dubbio che questa è l’ultima operazione-salvezza, oltre la quale non si può andare e che costituisce il discrimine tra proseguimento dell’esperienza amministrativa e il ricorso anticipato alle elezioni. Dotoli questo lo sa, se evidentemente ha ritenuto di ritirate le dimissioni all’insegna dello slogan “patti chiari, amicizia lunga”. Il primo cittadino dovrà sudare le proverbiali sette camicie per giungere alla nascita della nuova Giunta e sperare che finalmente abbia il sostegno incondizionato almeno del suo partito. I partiti, da parte loro, dovrebbero finalmente dare un segnale di responsabilità, di lealtà e di compattezza, non solo per salvare la loro faccia ormai sfregiata ( perlomeno dalla incoerenza e dalla spregiudicatezza), ma soprattutto per l’assunzione di una responsabilità civica verso la propria città. Discorsi questi non più di moda nel contesto dell’andazzo in cui si dimena la politica, pur tuttavia è utile ricordarlo nella speranza che qualcuno si faccia l’esame di coscienza e si converta in tempo utile.
Non va sottovalutato, beninteso, il problema di trovare i giusti equilibri in Giunta tra le varie anime che sono espressione di questa maggioranza o di quella che resta. Fate voi. In questi casi, però, c’è sempre qualcuno che deve fare un passo indietro, come si dice oggi, non per accettare presunte forme di umiliazione, ma solo per senso di responsabilità verso l’impegno assunto di adoperarsi soprattutto all’interno di quello spirito di servizio di cui spesso si perdono le tracce. Sarà così? Lo vedremo a giorni, sperando che la formazione della nuova Giunta segni anche un momento di pacificazione per la politica locale, pur nel rispetto della propria identità.
Antonio Di Muro


